sabato 18 luglio 2009

FOTO DI BLANCA A MILOS


Per vedere alcune foto di Blanca a Milos puoi cliccare QUI, ciao.

mercoledì 15 luglio 2009

15 il 15. Compagni di Viaggio.

Il 15 luglio di 15 anni fa io e Moni andavamo a vivere insieme. Potrei scrivere 15 milioni di parole, che non riuscirebbero ad esprimere niente. Quindi non le scrivo. Ciao Amore.

martedì 14 luglio 2009

FRATELLO SOLE

Tramonto dall'isola di Milos, luglio 2009

L'altro giorno ho letto una notizia. Di quelle poco citate dai media, ma che potrebbero essere importanti per il futuro. Lunedì si è riunito in Germania un gruppo di aziende per iniziare a progettare in Africa del nord, di fatto nel sahara, una serie di grandi centrali per produrre energia elettrica dal sole. Se non sarà solo una nuova forma di colonialismo e sottrazione di risorse, potrebbe essere una grande cosa. Ne parla il sito kyoto club, il link per leggere l'articolo e questo: www.kyotoclub.org/index.php?go=30b953

sabato 11 luglio 2009

DOSSIER OUM DHOUIL - ULTIMA PUNTATA: I bambini del '92

A., N., B., S., I bambini di Oum Dhouil del 1992

La foto è del 1992, primo viaggio ad Oum Dhouil. Monia tornava a casa con noi per la prima volta, dopo un anno di lavoro a Torre Pellice. Io e Moni passammo tre settimane al villaggio. E loro, i bambini, erano quasi sempre con noi. Andavano e venivano da casa, a volte restavano anche a dormire. Nella foto li vediamo ritratti con la nonna di Monia, che fino all'ultimo si tinse i capelli con l'hennè. Sembrava un pò una strega...
S.
durante quel viaggio rimase un pò in ombra, ma emerse prepotentemente nel viaggio del 1996 (quello del matrimonio di Nabil, il fratello di Monia); in quell'occasione conquistò il premio di "Bambino scassaminchia", titolo che si spiega da sè. Occorre dire che crebbe con prestigiosi esempi tra le mura domestiche; ricordo bene che, in piena festa, suo padre

andò a casa a prendere il fucile, poi uscì in cortile ed iniziò a sparare in aria, così “per vedere l’effetto che fa”. Era un bel bambino, S. Poi diventò un bel ragazzino, e poi ancora un bel ragazzo. Oggi quindi è un bell’uomo di 25 anni, fa il tassista ad Oum Dhouil e dintorni, ed ha una bella moglie; Che picchia regolarmente. Recentemente le ha fatto perdere un bambino…

Fra gli altri tre, B. nel 1992 era il più tranquillo. Un bel bimbo ricciolino. Negli altri viaggi non me lo ricordo bene. Fino al 2007. La famiglia aveva allargato di molto le proprie attività. La vecchia casa non esisteva più (che botta la prima volta che siamo andati giù dopo che l‘avevano abbattuta…), e B. lavorava per Nabil come aiuto al distributore di benzina; tutti in famiglia ne parlavano bene, era proprio un ragazzo serio, che aveva mantenuto la timidezza di quando era un bambino, quindici anni prima. Poi l’anno scorso, una sera la nostra amica ci telefona, sconvolta. Avevano appena scoperto che B. aveva fottuto migliaia di dinari dalla cassa del distributore. Si vocifera che già da qualche mese Nabil fosse stato avvertito da un ragazzo del villaggio, “stai attento, guarda che B. ti sta rubando dei soldi”, ma lui non aveva potuto credere che suo cugino gli stesse facendo una cosa così. Poi, qualche giorno prima che ci arrivasse la telefonata, Nabil aveva notato dai registri un numero cambiato. Allora si era messo a controllare, una notte intera, andando indietro di 6/7 mesi. Mancavano l’equivalente di 9.000 euri. Durante i mesi precedenti B. si era comprato una macchina ed aveva iniziato i lavori per costruirsi una casa. Oum (mamma) Habiba ha impedito al figlio Nabil di denunciare il suo giovane ed intraprendente cugino, che si sarebbe fatto qualche anno di galera. Nel frattempo è stato restituito ¼ della cifra sottratta. Poco lontano dal distributore lo scheletro della casa di B. giace abbandonato.

Il fratello di B., che si chiama N., nel 1992 viveva praticamente in casa di Monia; un bellissimo bambino, sempre sorridente. Lui e la bimba A. erano una bellissima coppia, superfotografata dal sottoscritto. Di quell’anno rispetto a lui ricordo di un viaggio con la nostra in macchina verso l’interno, si andò a trovare certi parenti. N., che venne con noi, patì il viaggio ed arrivo a destinazione seminudo perché i sui vestiti si sporcarono. Ad ogni sosta vomitevole sua zia Monia gli toglieva un pezzo. Alla fine restò in mutande. Lo ricordo bene anche nel viaggio del ’96, perché alla festa del matrimonio di Nabil lui era un ballerino favoloso. Nel 2007 mi raccontò che stava facendo la scuola da plombier, idraulico. Ora l’ha finita, la scuola. Ma non fa le plombier. Per il momento aiuta suo papà nella conduzione del cafè della zia Monia (dove lei non entra, in quanto donna). E’ diventato proprio un bel tipo, N., sempre sorridente; ma una volta terminati i convenevoli, non sappiamo più cosa dirci. Un giorno suo fratello B. è passato dal cafè, io ero lì sotto casa; forse mi ha fatto anche un cenno di timido saluto, dall’altra parte della strada. Né io né lui abbiamo osato traversare per salutarci meglio.

L’ultima era A., l’unica bimba della foto, la mia preferita, il mio amore da sempre e per sempre. Una bambina bellissima, alla quale nel ’92 feci migliaia di miliardi di foto. Aveva due occhi spettacolari, le ciglia tanto lunghe da sembrare finte. Anche lei viveva praticamente in casa, ed era sempre intorno a noi. Un casino sveglia, vitale, anche un po’ maschiaccio. Fino al viaggio del ’97 fu abbastanza piccola per giocare con un maschio adulto, cioè con me. Dal ’99 in poi non fu più possibile, aveva ormai 13 anni. Quest’anno è venuta a salutarci il secondo giorno. E’ una (ovviamente bellissima) ragazza di 23 anni, che sa di essere bella, eccome se lo sa… Gentile, forse un po’ timida, lontana. Le ho detto “Mademoiselle, que vous etes belle…!”, lei ha riso, ci siamo scambiati i due baci che al villaggio tutti ci danno, poi lei ha fatto due passi indietro, ritornando alla distanza di sicurezza. Abbiamo scambiato qualche battuta e se ne è andata.

Se c’è un paradiso, lì la ritroverò…


FINE.

lunedì 22 giugno 2009

IL CIELO SOPRA




Dopo una giornata così così, questa sera un cielo meraviglioso sopra la mia testa, sopra la valle, sopra di voi. Per vedere una selezione delle foto puoi cliccare QUI. Ciao

lunedì 15 giugno 2009

DALLA MIA CIMA VEDRAI TUTTE LE ALPI. DA TUTTE LE ALPI VEDRAI LA MIA CIMA.

Ieri pomeriggio, a Torre Pellice, ho assistito alla presentazione del bellissimo libro di foto "Omaggio al Monviso" di Guillaume Vallot. Mi ha fatto venire una voglia pazzesca di montagna. E ho messo insieme qualche foto fatta in questi anni al "Drago", una montagna che per me è qualcosa di speciale per molti motivi, uno tra i quali l'esserci salito esattamente 20 anni dalla morte di mio padre, lasciando lassù una foto di noi due. Le foto potete vederle QUI, naturalmente non valgono un decimo di quelle di Guillaume Vallot...

domenica 14 giugno 2009

DOSSIER OUM DHOUIL - 6: Visita ad E.

Un giorno siamo andati a trovare E. E' stata una visita emozionante; nelle nostre prime visite a Oum Dhouil lei era una delle ragazze con le quali avevamo fatto più amicizia. Ricordo bene che quando c'era musica, lei era una delle prime a legarsi un foulard attorno ai fianchi ed a lanciarsi a ballare, con quel modo molto sensuale di muoversi che, apparentemente, fa a botte con la repressione sessuale prematrimoniale che abbiamo visto negli anni. Secondo me non le sarebbe spiaciuto sposare Nabil, il fratello di Monia. Ogni volta che siamo stati al villaggio siamo andati a trovarla. Con grande piacere reciproco.


La sua è una storia particolare, ma certo non unica al villaggio. Lei ha sposato un uomo per amore, ma contro il volere di suo padre. Da allora può andare a trovare sua madre solo di nascosto, quando il padre non è a casa. Ora dice che la malattia della sua bimba, che ha il diabete, "è il castigo di Dio per essermi sposata contro il volere di mio padre...".

Ad un certo punto, quando già stavano per sgorgare lacrime, degli uni e degli altri, il clima è stato rasserenato dalla comparsa di un tipo, probabilmente un parente, con un look veramente spettacolo; praticamente la quintessenzadellatamarritudine. E' stata una ventata di freschezza ed ilarità. Grandioso...

Quando stavamo per andare via, lei ci ha rimproverato perchè "venite sempre a trovarmi quando state per partire...". Le ho risposto che le visite più importanti le teniamo per la fine, così ci restano più a lungo nel cuore.

E così giù lacrime, degli uni e degli altri...

martedì 9 giugno 2009

MALVISTO. DAGLI ALTRI.

Non è vero che la campagna elettorale sia stata brutta, o inutile. S’è parlato poco di Europa. Ma in compenso s’è parlato molto di Berlusconi e della sua indegnità a rappresentare l’Italia. Si è toccato con mano ancora una volta il suo disprezzo per le regole. Si è constatata la geometrica potenza del suo conflitto d’interessi, che gli ha consentito di scorrazzare per tutte le tv, senza una domanda, come se fossero casa sua (e in effetti, come gli ha ricordato la direttora di Rai Parlamento, Giuliana Del Bufalo, lo sono). Ora che il plotone di europarlamentari appena eletti sta per partire alla volta di Bruxelles e Strasburgo, ci permettiamo un auspicio per quelli dei partiti di opposizione: andate al Parlamento europeo e occupatevi soprattutto di lui, di Silvio Berlusconi. Denunciate le vergogne che quotidianamente perpetra in Italia, tenete alta l’attenzione delle istituzioni comunitarie sull’incredibile “caso Italia”, sollecitatele a prendere posizione e a occuparsi di noi senza tregua. Chiedete l’apertura di procedure di infrazione per lo scandalo del monopolio televisivo berlusconiano, che viola tutte le regole europee sulla libera concorrenza (vedi sentenza della Corte di Lussemburgo sullo scandalo Rete4-Europa7).
Per finire questo articolo di Marco Travaglio clicca QUI

DOSSIER OUM DHOUIL - 5: Photogallery: persone

Ci siamo noi 5, ci sono loro tanti, c'è la famiglia di Monia, ci sono i bambini che giocano, ci sono le donne ad una festa. Persone, senza aggettivi. Per vedere tutte le foto clicca QUI. Ciao.

sabato 6 giugno 2009

DOSSIER OUM DHOUIL - 4: Photogallery: Tunisia verde


Per la prima volta, dopo essere stati 6 volte ad Oum Dhouil, abbiamo visto il verde; abbiamo visto fare il fieno, che loro fanno per l'estate (quando tutto si secca, ed il verde diventa giallo), abbiamo visto un paesaggio conosciuto sotto un altra "coperta"; è stata una bella novità. Per vedere tutte le foto cliccare QUI. Ciao.

venerdì 5 giugno 2009

DOSSIER OUM DHOUIL - 3: La visita a casa di M.

Quando siamo arrivati credo loro ci stessero aspettando già da ore. Era uno di quei posti dove volevo andare, durante questa visita ad Oum Dhouil. Ci avevano preparato il pane, quello fatto nel forno che molte case hanno, fuori in cortile. Quel pane meravigliosamente caldo, salato, che loro appiccicano alle pareti del forno, e che poi staccano a mani nude, rischiando ogni volta di ustionarsi.
La sorella di M. era già venuta diverse volte a casa, come a spingere la causa presso Monia, sicuramente sua madre la pressava perchè ottenesse che noi andassimo a trovarla. Voleva in qualche modo sdebitarsi con noi, che un paio di anni fa abbiamo provato a dare una mano a M., suo figlio. Quando siamo arrivati l'ho abbracciata forte, e lei lo stesso con noi. Ci parlava e parlava, e noi che non capivamo niente, forse neanche le traduzioni di Monia.
Ma non era necessario, lo capivamo benissimo cosa ci voleva dire, perchè ce lo diceva al di là delle parole.


E pensare che noi non siamo riusciti a fare praticamente niente per suo figlio. Però ce lo ricordiamo bene; un omone dall'aspetto che intimorisce, ma buono come il pane; ogni volta che tornava a casa portava qualcosa per Blanca: un succo di frutta, una banana, cose così, piccole; e voleva sempre prenderla in braccio, farsi fotografare con lei.

La mamma ha iniziato a sbaciucchiare Blanca, una volta, due, tre. "Aaarghh!!!", ha urlato lei, che non sopporta troppe smancerie; allora l'hanno lasciata andare, in giro per quel bel cortile con gli ulivi, ogni tanto compariva sulla porta.

Ci hanno fatto sedere sui tappeti, abbiamo salutato il papà di M., che è malato e per tutto il tempo è stato disteso sul suo materasso.
Ho fatto onore alla loro ospitalità, perchè di quel pane ne ho mangiato un quintale, caldo e con il loro olio di oliva, buonissimo, ogni tanto un bicchiere di c.c. per mandare giù il malloppo senza danni (apparenti...). Poi siamo usciti in cortile per le foto, sono comparse un paio di ragazze "rustiche" (una aveva degli occhi impressionantemente verdi)

e mi sono sbizzarrito con gli scatti; ad un certo punto erano tutte lì vicino a me, per vedere nello schermo le foto fatte . Di colpo ho girato la macchina foto e le ho prese tutte insieme da sopra, con i loro sorrisi.

Quando siamo andati via la mamma ha continuato a parlarci, abbracciarci e benedirci.
Noi non le abbiamo detto niente della vita che probabilmente M. fa giù al sud, a raccogliere frutta e verdura, in chissà quali condizioni. Lei non lo sa, ed è meglio così.

mercoledì 3 giugno 2009

ANCHE QUESTA E' RESISTENZA.

Jo in Cape Town, march 2008

Ho conosciuto Joseph a marzo del 2008, a Cape Town in Sudafrica, dove entrambi abbiamo partecipato ad un incontro tra organizzazioni europee ed africane che si occupano di scambi di giovani volontari. Cinque minuti dopo avere fatto conoscenza stavamo già ridendo come due imbecilli, e siamo andati avanti così per una settimana, in ogni momento libero. Un giorno ci siamo detti "perchè non proviamo a mettere su un progetto direttamente tra le nostre due organizzazioni, senza intermediari, per fare venire in Italia un volontario per un pò di mesi a farsi una bella esperienza?". Sembrava un utopia. Fino a stasera. Quando l'ho visto. L'ho voluto subito toccare, per verificare che fosse veramente lì. Il volontario. Il frutto di quell'idea balzana, nata tra due uomini qualunque che ridevano come matti appena avevano un attimo per farlo. E' arrivato. Ce l'abbiamo fatta. Joseph, ce l'abbiamo fatta! Non ci avrei scommesso 5 centesimi. Per carità, è stato interessante e stimolante fare questo lavoro di preparazione, con almeno 50 mail e circa 80 sms fra me e Joseph (con il quale nel frattempo abbiamo cominciato a chiamarci "fratello", "pale brother", "my friend", eccetera). Ma in fondo credevo che non avessimo uno straccio di possibilità di ottenere il visto. Con l'aria che tira, poi.
Già, l'aria che tira. Un motivo in più per essere contenti, ed anche un pò orgogliosi, per avere fatto qualcosa che mai come oggi è controcorrente. Anche questa è resistenza.

martedì 2 giugno 2009

HI!, PEOPLE IN KAMPALA, UGANDA!


This is a message for the friends of Rose Mirembe, in Kampala, Uganda. If you want to see more pictures of the wedding of Rose & Luca, please click HERE (and then click on "gallery wiew" and then on "full screen"). If you want to post a comment, click on "COMMENTI", below the post. Have fun!

DOSSIER OUM DHOUIL -2: Photogallery "I mercati"


Uno dei più grandi godimenti del viaggio è fare fotografie, per me sarebbe inconcepibile andare in un posto senza la macchina fotografica. Le immagini sono dei mercati di Menzel Temime ed El Mida. Per vedere le foto cliccare QUI