mercoledì 28 luglio 2010

UNA MAMMA CRE ATTIVA



Una foto-mamma finlandese aspetta che la sua bimba, Mila, si addormenti; le allestisce intorno degli sfondi ogni volta diversi, poi la fotografa. L'indirizzo del suo blog dove vedere le foto è: http://milasdaydreams.blogspot.com/

domenica 25 luglio 2010

PROFEZIE

Un profeta gli disse "ti farai un gran culo...". Fece eco l'altro profeta "fortunato è l'uomo che ha qualcuno per cui sacrificarsi..."

sabato 24 luglio 2010

VIA!

"Dal 12 luglio scorso due suore francesi si sono date alla macchia. Madre Marie-Daniel, 86 anni e madre Saint-Denis, 82, ex responsabili della scuola Saint-Joseph di Roquebrune-Cap-Martin, nelle Alpi-Marittime, sono fuggite dal loro convento per protestare contro il provvedimento della loro superiora che ha deciso di mandarle "in pensione" in una casa di riposo. Lo riferisce il quotidiano transalpino "France Soir". Una terza suora, madre Maurice-Marie, 89 anni, che una decina di giorni fa era caduta e si era rotta una gamba, non è potuta scappare assieme alle due consorelle."

giovedì 22 luglio 2010

BOUQUE'!

CASCHE'!

Blanca ballerina al matrimonio

lunedì 19 luglio 2010

SOTTO IL VIGILE OCCHIO

Dopo alcuni (già troppi...) giorni di forzata separazione, la famiglia si è riunita sotto il tetto di casa. E sotto il vigile occhio di questa nostra vicina, che oggi ha fatto un volo radente sopra il cortile per controllare la situazione.
La foto è dell'inviato di Al Jazeera nelle terre valdesi, Muhammar Al Rashidi Jourdanallah.

sabato 26 giugno 2010

UNA QUOTA DI CAOS SOSTENIBILE?!

Dopo alcuni anni di esercizio (alla meno peggio...) della professione di capo, sono giunto alla conclusione che il mio obiettivo non è quello di avere la situazione “sotto controllo”, ma bensì di avere “una quota di caos sostenibile”.
In queste settimane casa mia è quasi una comune; ospitiamo due amici sotto a sinistra e due cognati sotto a destra. Girano per casa amici degli amici per visione di partite di calcio, con lancio di improperi e sedie in tutte le direzioni. Ci sono dai sei ai sette computer che girano per la rete, alla ricerca ossessiva e malata di partite di calcio, da vedere in barba a Murdoch. Là fuori poi ci sono:
I nostri gatti (troppi per i miei gusti) che generano altri gatti, che nascono muoiono e io non so nè dove nè quanti, sommati a gatti che hanno chiesto asilo politico (che io non voglio concedere, ma gli altri membri della comune si, al di là di quanto dichiarano pubblicamente...). Alcuni vanno a cagare nell'orto, magari dove io ho appena trapiantato dei piantini, che loro mi devastano.
Conigli in numero imprecisato; imprecisato da quando una coniglia è evasa gettandosi dalla gabbia, trasferendosi per protesta nel recinto delle galline, dove ha generato conigli piccoli (non si sa dove li ha fatti, quanti siano, dove vivano, quanti siano sopravvissuti all'attacco della volpe). Ogni tanto un piccolo ribelle viene catturato da un membro della comune, dopo appostamenti, progetti di trappole e notti insonni; dopo meno di 12 ore un altro membro della comune libera il prigioniero, restituendolo alla libertà con un blitz notturno. Sia il cacciatore che l'animalista vengono a contarla a me: uno è stressato perchè ci ha messo giorni a prenderlo, e non capisce come abbia fatto ad evadere; l'altra viene a spiegarmi che “lui è nato libero, non si può chiuderlo in gabbia, capisci?”. Io non voglio capire niente, parlatevi fra voi.
Galline; le uniche bestie utili di tutta la casa (perchè i conigli li teniamo per mangiarli, poi li lasciamo crescere così tanto che toccano il soffitto della gabbia, e quando mi decido a sterminarne uno o due, la carne sembra marmo...). Qualche settimana fa è venuta la volpe, ha sterminato l'80% del mio harem, si e salvato qualche coniglio, di quelli nati liberi, e una gallina, che aveva appena prodotto un pulcino. Da allora i due vivono in una gabbia di dimensioni così lilliputiane, che se vengono gli animalisti mi bruciano casa. Mia moglie però, che è l'animalista più assatanata della comune, non vuole liberarli “non ancora”, dice. Ma perchè? Boh?! Adesso sono appena arrivate le galline nuove, dopo meno di 12 ore dall'apertura del pollaio, una era già fuori dal recinto, nel bosco, sul tetto del garage, di casa, in giro per il cortile, sulla catasta di legna, e non si sa dove altro. Finchè si è buttata di sotto, è stata catturata tramite lancio di una coperta e rimessa nel pollaio. Fino a quando?

HO VISTO UN UOMO, HO VISTO UN GENIO.

Un uomo. La pelata gli prende tutta la testa, solo sui lati è rimasto qualcosa. Il riporto parte dalla nuca, quasi dal collo, percorre tutta la parte sopra della testa e, nei pressi della fronte, si divide in due curve che svirgolano, una a destra e l'altra a sinistra, quasi due riccioli, come certe colonne di marmo. Il tutto appiattito, aderente alla pelle della fronte. Spettacoloso, un genio dell'estetica.

venerdì 25 giugno 2010

NOSTALGIA CANAGLIA

Quando Grosso stava per tirare il rigore decisivo dissi al tipo vicino a me: “guarda, non ci conosciamo, ma se va dentro ti abbraccio...”. Dopo un attimo sembravamo due amanti, e per alcuni minuti non seppi dov'era finita mia moglie. Le parole del telecronista che annunciava che eravamo campioni del mondo le sentii per la prima volta mesi dopo alla tv. Per qualche minuto fu la follia collettiva. Abbracciai tutti quelli che avevo vicino e lontano, conosciuti e sconosciuti, donne vecchi uomini bambini belli brutti. Un casino totale. Dopo la partita andai a Pinerolo con amici, tutte le porte della macchina aperte, tanto la strada della valle, ed anche più giù, era invasa di gente a piedi in auto bici motorini cani gatti belli brutti. A Pinerolo Piazza Cavour scoppiava di gente, nemmeno una macchina solo persone bandiere famiglie ragazzi birre gente uomini donne belli brutti.

Sotto i portici c'era un camion (…) con una banda di fiati sul cassone che suonava l'inno di Mameli, e centomila di persone che cantavano a squarciagola.

Ma oggi non posso lamentarmi. Sono fortunato. Sono un maschio italiano che, a 43 anni, ha già vissuto due volte un mondiale di calcio vittorioso.

A uno slovacco un privilegio così non succederà mai...

domenica 20 giugno 2010

"SIETE LA MIA FAMIGLIA"

"Siete la mia famiglia". Una frase che ripete spesso, Monia. Quando è qui a Torre Pellice, ma soprattutto quando noi siamo da lei. La prima foto non poteva che essere per lei. L'anello di congiunzione tra noi ed Oum Dhouil, tra noi e tutti gli altri che sono ritratti sotto. Frase ricorrente quando parla dei suoi adorati nipoti: "Hai visto Cello? Sono trimendi!"

Ouassila è sempre stata la mia preferita, con quel suo sorriso contagioso, le barzellette sporche, le sue pappette per mantenersi bella ciccia. Suo figlio Youssef non poteva che essere un bimbo allegro.

Habiba controlla tutto. Non sembra, ma è così. "non muove foglia che Habiba non voglia"!

Hassin nella casa in costruzione ad Hammamet. L'ultimo investimento di una famiglia di imprenditori.

Nabil, fratello di Monia. Proprietario di un distributore di benzina sotto casa, giovane imprenditore. Il preferito di mia figlia.

Fehdi, figlio di Nabil, bel bambino a tavola. Sorriso che conquista.

Moufida ha sposato Nabil all'età di 16 anni, gli ha dato quattro figli. Il suo matrimonio è stata una delle esperienze più forti tra i viaggi fatti a Oum Dhouil in questi 18 anni.

Djamel, marito di Ouassila, dopo anni di corte serrata. Tenerissimo con i bambini.

Linda, la prima figlia di Nabil e Moufida, oggi una ragazzina riservata e silenziosa.

Nel 1992 Noura si alzava tutte le mattine alle 5, tirava fuori tutti i tappeti in plastica della famiglia e inondava il cortile d'acqua. Oggi fa la stessa cosa, solo che si alza ancora prima. Tiene in braccio Hanin, ultima nata in famiglia, figlia di Nabil e Moufida.

Youssef, figlio di Ouassila e Djamel, bimbo allegro e musicale. Appena sente qualcuno che canta o la nota di una canzone, subito si mette a ballare.

mercoledì 16 giugno 2010

Convalido l'iscrizione a Paperblog sotto lo pseudonimo di marcellogaletti

Da oggi il blog è visibile anche dal sito PAPERBLOG (http://it.paperblog.com/). Questo post serve anche come conferma dell'iscrizione. Ciao.

GENTE DA MERCATO



Anche questa volta il mercato di Menzel Temine è stata una miniera di foto da fare. Ho sempre un pò di timore nel fotografare la gente, perchè non tutti apprezzano. Loro tre invece si sono proposti, ed è stato un piacere

domenica 13 giugno 2010

LETTERA AD UN COSTRUTTORE DI "FINESTRE"

Ciao Bill, volevo dirti che ieri è arrivato un sudafricano in casa mia. Si chiama UBUNTU, che nome, eh? Vuole dire "io sono ciò che sono per merito di ciò che siamo tutti". Ha preso il posto di quella cosa che fai tu, molto diffusa nel mondo, diciamo che ce l'hanno quasi tutti, quasi. Io ad esempio non l'ho più. Tutti i programmi sono open source, liberi, gratis, e riesco a fare le stesse cose di prima. Ho anche risparmiato 12o euro, così ho usato una (piccola) parte dei soldi che non ha dato a te per comprare un computer con più memoria.
Adios.

CON LA TESTA SULLE SPALLE

Giovane trasportatore di teste, mercato di Menzel Temime.