Questa volta l'ho vista, la bella Lecce. In una vacanza salentina in compagnia di Garcia Marquez, con storie di quando i migranti eravamo noi, ottimo cibo,
misantropia tendente all'eremitaggio, giornali mattutini letti sul molo, una
figlia tenerissima e l'altra nel guado, sogni di legna da tagliare,
rospi da sputare, bambini imprenditori.
"PAPA', TU SEI COME LA MOZZARELLA DI BUFALA: DA FUORI SEMBRI UN PO' DURO, MA DENTRO SEI MORBIDO". Una figlia dal nome corto.
sabato 19 settembre 2015
mercoledì 1 luglio 2015
E RINGRAZIARE.
Uscendo da Firenze verso Siena, se si riesce ad evitare di finire sulla superstrada, si incontra un cimitero di guerra USA. Il posto si chiama Falciani. Ci siamo finiti per caso, impegnati appunto nella disputa contro la superstrada che cercava a tutti i costi di assorbirci, di portarci sul suo asfalto.
C'è molta cura, una legione di giardinieri tiene perfettamente in ordine i prati, le aiuole, le stradine. Oltre quattromila soldati, morti nella seconda guerra mondiale per sconfiggere nazisti e fascisti, sono sepolti in questo posto.
Non una tomba spicca sulle altre. Tutte rigorosamente uguali, distinte solo dal simbolo della religione di appartenenza.
Ricordo bene il desiderio che avevo di visitare un cimitero di guerra quando sono stato in Normandia, penso che ognuno dovrebbe vederne uno. E ringraziare, senza farsi fregare dall'ideologia, pensando che il grazie va a quei ragazzi là. Senza aggiungere altro.
C'è molta cura, una legione di giardinieri tiene perfettamente in ordine i prati, le aiuole, le stradine. Oltre quattromila soldati, morti nella seconda guerra mondiale per sconfiggere nazisti e fascisti, sono sepolti in questo posto.
Non una tomba spicca sulle altre. Tutte rigorosamente uguali, distinte solo dal simbolo della religione di appartenenza.
Ricordo bene il desiderio che avevo di visitare un cimitero di guerra quando sono stato in Normandia, penso che ognuno dovrebbe vederne uno. E ringraziare, senza farsi fregare dall'ideologia, pensando che il grazie va a quei ragazzi là. Senza aggiungere altro.
lunedì 29 giugno 2015
IL BAR CON LE SEDIE BIANCHE
Ricordo le sedie
bianche del bar che volarono, al rigore di Cabrini. La corsa e l'urlo
di Tardelli, una di quelle scene che mi si sono depositate laggiù in
fondo, così in fondo che manco so dov'è. Ma so che ogni volta che li
rivedo, quella corsa e quell'urlo, mi vengono i brividi.
Ricordo poi
la corsa sullo sterrato verso casa di nostra cugina, poco lontano dal
bar, per andare a chiamare mio padre ed andare a fare festa in città.
Finì con un bagno in una fontana di Perugia. Era la sera dell'11
luglio 1982, l'Italia diventava campione del mondo di calcio, io
avevo quindici anni.
Sono tornato a
cercarlo, quel bar. Quasi trentatre anni dopo. L'ho trovato, è
ancora lì. Mi ricordavo solo il nome del
quartiere di Perugia, Madonna Alta. Mi sono fermato ad un distributore a
chiedere, ma non sapevo cosa dovevo chiedere. Mentre parlavo con quel
signore mi è venuto in mente che vicino c'era una fabbrica di dolci.
Me ne ricordo ancora il gusto. E' stata la dritta decisiva, il signore gentile mi ha indicato la
strada. La fabbrica di dolci oggi non c'è più. I condomini più o
meno alti che occupano quasi tutto lo spazio davanti al bar non
c'erano allora.
E' stato emozionante ritrovare quel bar. Il
basamento, la tettoia sotto cui guardammo la partita, sono gli
stessi.
Ma non tutto è magia,
sono entrato ed ho spiegato cosa ci facevo lì, diciamo che i due non si
sono strappati i capelli dall'emozione, uno impegnato a prendere
scommesse e l'altra a guardare imbambolata una tv locale che parlava di scandali
romani. Solo una Signora un po' stramba mi guardava (con complicità?),
quasi avesse colto la mia situazione. Probabilmente perchè, in
quanto stramba, era l'unica in grado di cogliere l'invisibile agli occhi. Comunque, mi sono
seduto ed ho assaporato un po' l'emozione.
E poi è iniziata la parte
solitaria del mio piccolo viaggio centritaliano, dopo i due giorni
con la mia fidanzata ritrovata; dopo quasi nove anni di paternità e
maternità.
sabato 25 aprile 2015
#ILCORAGGIODI
Il coraggio di mio nonno Agostino, che per mesi nascose alcuni ebrei nel reparto pensionato dell'ospedale di cui era direttore.
W il 25 Aprile!
W il 25 Aprile!
mercoledì 25 marzo 2015
lunedì 23 marzo 2015
domenica 22 marzo 2015
martedì 3 marzo 2015
mercoledì 18 febbraio 2015
INNO AD ATTILIO!
Finalmente visibile da tutti il famoso inno ad Attilio Sibille, sulle note di Mameli. Registrato a dicembre 2014, in occasione dell'annuale cena Sibilliana, agli estremi confini della patria italica.
martedì 17 febbraio 2015
ANNI DOPO, DI NUOVO AL FALO' DELL'INVERSO. GIOIA.
Siamo, tornati, dopo anni, al falò
dell'Inverso. Lassù, lontani dai riflettori del falò centrale (che
dall'inverso non si vede nemmeno), dove affluiscono i foresti, e dove
l'uomo del villaggio che ha bisogno del suo senso di appartenenza non
sempre si è sentito a suo agio.
E' una piccola realtà quella
dell'inverso, ma è viva, ci si sente la comunità. Sarà che sono
pochi, tagliati via dal paese per via del fiume e di quel ponte che
non c'è più. O chissà cos'altro. Sono cambiate alcune cose
dall'ultima volta: cose di logistica, tipo il falò che si è
spostato un po' più sotto la montagna. Le persone no, anche se si
vede qualche ricambio. Ci sono tutte le generazioni, e questa è cosa
buona.
Il rituale è sempre quello: si accoglie l'ospite, quella
istituzionale, portata dal pastore e, (sorpresa!) quello inatteso, la
stella anni '70 della terza religione del villaggio, l'hockey su
ghiaccio. Ci si avvia dalla scuoletta al falò,
per un vialetto scavato nella neve (me lo vedo, uno degli uomini
dell'inverso, che nel pomeriggio lo ha spalato, quel vialetto. Con la
cicca in bocca, movimenti lenti ma sapienti. Ha messo anche alcune
fiaccole accese a segnare la via, ai lati). Si canta, andando a
scavare nella memoria, magari scambiando le strofe degli inni, magari
rimpiangendo chi quel coro sapeva guidarlo. Ma tant'è. Il fuochista
è cambiato, il padre ha lasciato il posto al figlio. Ma la sapienza
è la stessa.
Qualcuno rientra al caldo della scuoletta, ad aspettare
chi resta ancora fuori e preferisce il caldo del fuoco. Il pastore
parlà un po', ricordando che si celebra una festa di libertà, non
religiosa. Poi si mangia insieme, in un atmosfera per lo più
raccolta e di voci basse.
lunedì 16 febbraio 2015
sabato 14 febbraio 2015
WORLD PRESS PHOTO 2015
QUI l'intero reportage vincitore del Wolrd Press Photo 2015. Fra qualche settimana al villaggio una mostra di Fausto Podavini, vincitore italiano del più importante premio mondiale di fotogiornalismo nel 2013. Il suo sito è http://www.faustopodavini.eu/
martedì 10 febbraio 2015
UNA FESTA CRINOIRA
Qualche settimana fa ho passato una giornata dai miei vicini, impegnati nella festa crinoira, l'uccisione e lavorazione della carne del maiale. Un lavoro maschile, le donne invisibili in cucina per l'intera giornata, con una sola eccezione. Un lavoro di squadra, ognuno sa esattamente cosa fare, il gruppo è rodato da anni, rarissime sono le indicazioni degli uni verso gli altri, non ci sono incertezze, non ci sono baboie, si va avanti lisci ed allegri da mattino a sera.
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