martedì 15 novembre 2011

IL VATE DELLA VAL PELLICE

Si celebra oggi il 70esimo del prode Attilio Sibille, condottiero di intiere legioni, esempio, vate e musa di giovani della valle. Uno dei gruppi di suoi allievi ha lasciato ai posteri una pregiata opera multimediale: il sito www.memoryfdc.blogspot.com
Butta un occhio, ne vale la pena.
Auguri tisiu!

sabato 12 novembre 2011

MISSIONE COMPIUTA!!!!!!

Dalla settimana prossima probabilmente ci fanno il culo a righe.
Ma oggi godo. Come godo.

ALACREMENTE SI LAVORA

Lavori in località Bertenga per la costruzione del guado che collegherà la zona dell'Inverso al villaggio.







giovedì 10 novembre 2011

STORIA - parte 1


C'era una volta un pescatore che viveva con sua moglie in una vecchia capanna sulla riva del mare.
Tutti i giorno saliva in barca, felice di vedere le onde bordate di schiuma, di sentire il sole accarezzargli il viso e il vento muovergli dolcemente i capelli. Talvolta, stordito dalcalore del sole, stava lì, immobile, preso dalla bellezza della natura, dimenticandosi perfino di gettare la rete.
Un mattino in cui il mare era particolarmente calmo, lanciò le reti nell'acqua trasparente, ringraziando il cielo per una così bella giornata. Quando giunse il momento di tirarle su, si accorse che faceva molta fatica. Tirò con tutte le sue forze, pensando di avere catturato parecchi pesci di grosse dimensioni. Ma quale non fu la sua sorpresa nel vedere che la rete conteneva un solo pesce con le scaglie dorate. E fu ancora più sorpreso quando lo sentì parlare con voce umana: - Ti prego piccolo pecatore, lasciami tornare nel mare. Ridammi la mia libertà e ti donerò quello che vorrai. Il pescatore lo rimise delicatamente in acqua. Tornato a casa raccontò l'accaduto alla noglie che si arrabbiò moltissimo: - potevi almeno chiedergli un pò di pane! sono giorni che non mangiamo. Ritorna subito da quel pesce e chiedigli del pane fresco.
Il pescatore tornò nel punto dove avave liberato il pesce. Una leggera brezza soffiava sul mare e piccole onde muovevano dolcemente la barca. - Bel pesce d'oro, bel pesce d'oro, torna da me, non sono mie voglie, mi manda mia moglie.
Il pesce mise la testa fuori dall'acqua e chiede: - che cosa vuole? - dice che dovevo chiederti qualcosa, dato che ti ho liberato dalla rete. Vorrebbe del pane. - Ritorna a casa, - gli rispose il pesce. - Avrà quello che desidera.
Arrivato a casa trovò la moglie che ammirava chili e chili di pagnotte dorate, e sacchi e sacchi di farina ammucchiati in un angolo della capanna.
- Vedi, - disse - che ho fatto bene a mandarti dal pesce?

Ma in capo a un mese la donna cominciò a lamentarsi.
- Avrei dovuto farti chiedere una casa. Guarda questa misera capanna: si regge appena in piedi! Quello che ci serve è proprio una bella casa. Torna dal pesce e fattene dare una.
(da un racconto russo - tratto dal libro "L'alfabeto della saggezza") Segue

mercoledì 9 novembre 2011

E' TORNATA LA LUNA


FOTO DI UN PONTE CHE FU

Immagini di oggi pomeriggio. Ponte della Bertenga, Torre Pellice.
Chiuso.
Lavori di rimozione dei detriti e dei tronchi che hanno tappato un'arcata del ponte, deviando parte dell'acqua verso il pilone defunto.
Si vedono i tubi dell'acqua potabile, da poco ripristinata per chi vive al di là del ponte.
In basso a sinistra si vedono i resti del pilone crollato.
Appunto...

martedì 8 novembre 2011

domenica 6 novembre 2011

UNA GIORNATA DI PASSIONI.

La notte scorsa è stata mistica. Qui siamo abituati, quando piove, ad associare la fine della pioggia all'arrivo del vento. Quando ho sentito che c'era vento forte mi sono detto "che strano, eppure era prevista pioggia per stanotte". In fatti c'era anche lei, solo che il rumore del vento era così forte che copriva quello dell'acqua. Praticamente eravamo nel centro della tempesta. Sembrava di essere in mare, pioveva orizzontale. Spaventoso. Il vento tirava da est, capita molto di rado, di solito ce lo mandano i francesi da ovest. Quando mi sono alzato il terrazzo era disastrato, c'era acqua ovunque. Ho dovuto mettere gli stivali per fare un metro e mezzo dalla porta d'ingresso.

Si sono alzate anche loro, Blanca scriveva il suo nome e quello di sua sorella dal nome corto. Noa era simpatica come al solito. Ho fatto un pò di foto. Fuori continuava potentissimo, a folate. Come la mia ansia.

In mattina ho guardato più volte il ponte della Bertenga con il binocolo. Ad un certo punto si sono accatastati dei tronchi, a formare una V rovesciata con la punta contro la corrente. Hanno tappato l'arcata centrale, un pilone si beccava un casino d'acqua, che gli saltava alta contro. Ho pensato ad alcuni ponti a monte, verso Villar e Bobbio. Puliti, nessun tronco nè prima nè dopo. Ho pensato anche che se vai a prendere legna nel fiume possono farti la multa. Ma l'acqua non era così alta, altre volte era arrivata ben più su, ed il ponte aveva retto. Poi ho guardato giù, non lo facevo da alcuni minuti. "Moni, è andato giù!!". Blanca è corsa alla finestra e si è messa a piangere per un attimo. Ho fatto una foto e l'ho messa sul sito, tanto per stemperare la tensione che sentivo montare. In mattinata hanno chiamato un casino di amici, per sapere come stavamo. Piacere ed iniezione di ansia al tempo stesso. Un'amica mi dice "twitto la tua foto". Secondo me è lei che ha scatenato tutto. Quasi 1500 contatti in 12 ore, quando sono 30 in tutto il giorno sono già contento. Che vertigine. Ma con il ponte sono crollato anche un pò io, sono rimasto teso tesissimo per ore. Mi capita dall'ultima alluvione, i morti a Villar, la frana vicino casa. Non lo controllo. Nel pomeriggio si è calmato, l'aria si è pulita, la vista verso la valle era tersa. Mi sono terso anche io.

SCENDE?

Il Pellice, ore 11.53
Il Pellice, ore 16.45

E' ANDATO, UN MOMENTO FA

Il ponte della Bertenga, Torre Pellice. E' crollato da pochi minuti.

martedì 1 novembre 2011

LA FIERA DELLA CALATA

Nell'ultimo Italico villaggio della ridente valle, prima del Franco confine, l'ultima domenica di ottobre si tiene la fiera che celebra il ritorno in paese della mandrie, dopo l'estate in alpeggio. Il pezzo forte è la sfilata delle mucche (con alcune pecore, qualche capra, qua e là un asino). Attorno alla sfilata si chiacchiera, si aspetta, ci si saluta, si stima il maialetto che non vedrà Natale. Una miniera di foto ipotetiche. Di seguito alcune ipotesi diventate realtà.










Sono arrivato presto. C'era una vecchia auto, forse una Lancia. La rugiada giocava con il sole.



sabato 29 ottobre 2011

UNA VALPE DI LACRIME?

Quelli che “vogliono fare troppo i grandiosi”

Quelli che “siamo biancorossi, cazzo c'entra 'sta maglia rossonera?!”

Quelli che “anche il presidente sembra quello rossonero...”

Quelli che “anche l'Asiago è partito male per due anni , poi ha vinto lo scudetto ”

Quelli che “abbiamo comprato il capocannoniere, ma fino ad ora cosa ha fatto?”

Quelli che “perchè Ivan non può stare in maniche corte in panchina?”

Quelli che “non ci sono più gli ultras”

Quelli che “meno male...”

Quelli che “hanno di nuovo alzato i prezzi degli abbonamenti”

Quelli che “con questa dirigenza non vado più allo stadio”

Quelli che “questa formula di abbonamenti è una cagata”

Quelli che “però alla fine l'abbonamento l'ho fatto”

Quelli che “durante la partita veniamo assordati ma non trascinati”

Quelli che “i genitori dei ragazzi delle giovanili sono incazzati”

Quelli che “non ci sono abbastanza giocatori locali”

Quelli che “cazzo me ne frega basta che vinciamo”

Quelli che “mica cambiano di nuovo l'allenatore?”

Quelli che “guarda la squadra dell'altro villaggio, quello dall'altra parte d'Italia, sembrava che non facessero manco la squadra, e ora sono terzi in classifica”

Quelli che “perchè allo stadio non dicono più quanti spettatori ci sono?”

Quelli che “secondo te perchè?!”

Quelli che “il nuovo sito fa schifo”

Quelli che “se ne sono andati un casino di dirigenti”

Quelli che “il comune non ci aiuta perchè siamo di destra”

Quelli che “dove sono il postino e il pizzaiolo?”

Quelli che “Latvia!”

Quelli che “la security?”

Quelli che “ci fosse stata la security al filatoio, ogni partita riempivamo le galere”

Quelli che “ho sentito che gli italiani e gli stranieri non si parlano”

Quelli che “entri nel bar e c'è la maglia di Aquino lassù in alto...”

Quelli che “Forsa Valpe, boia faus!!”

lunedì 24 ottobre 2011

IL CIELO SOPRA LA REUNION

Spettacolose immagini del cielo sopra l'isola della Reunion, uno slideshow del fotografo Luc Perrot (www.lucperrot.fr). Le immagini si posso o anche vedere in una mostra a Saint Denis, capitale dell'isola, fino al 29 ottobre. Ah! Ah! Ah!

IL RACCONTO DI UN RAMADAN INDONESIANO IN ITALIA


Già comparso su questi schermi nello scorso maggio, (si può leggere QUI) il filosofo Indonesiano Ipul Muhammad Saiful mi ha omaggiato di questo racconto, il suo Ramadan in Italia, nello scorso agosto.

“Durante il Ramadan, i musulmani di tutto il mondo vivono un periodo di intensa preghiera, caratterizzata da digiuno e allenamento all’autocontrollo e disciplina, al fine di diventare una persona migliore e spiritualmente purificata. Il digiuno è obbligatorio per ogni musulmano adulto, sia maschio che femmina, eccezion fatta per minori, anziani, malati, donne incinte, o nel momento delle mestruazioni, o che allattano, persone in viaggio o in stato di debolezza. Ci sono molte tradizioni e modi diversi di onorare il Ramadan a seconda del paese; per esempio, nel mio paese, l’Indonesia, la festa ricorda un pò il carnevale per le strade, negozi aperti solo dopo il tramonto, la maggior parte delle famiglie acquistano e “sparano” fuochi d’artificio ogni sera e, ovviamente, molte più persone vanno in moschea. Ero piuttosto preoccupato di dovere fare il Ramadan in Italia; non sapevo come lo avrei affrontato se avessi dovuto farlo da solo. Tutto era nuovo per me: andare all’estero, prendere l’aereo, vivere sotto i 20 gradi di temperatura, la lingua, il cibo; temevo che tutto ciò sarebbe stato una barriera rispetto al mio Ramadan qui. Fortunatamente quest’anno il Ramadan “cadeva” in agosto. Essendo qui da alcuni mesi, mi ero già adattato alla cultura italiana, anche se non parlavo perfettamente la lingua. Era una stagione di passaggio dall’estate all’autunno. Il sole splendeva, ma la brezza serale era fresca, e il panorama delle Alpi dal mio balcone sempre magnifico. La temperatura nè troppo calda ne troppo fresca, perfetta insomma. Il Ramadan inizia con il primo raggio di sole, e finisce con l’ultimo. Sfortunatamente in agosto in Italia il giorno è ben più lungo della notte. Iniziavo il digiuno alle 4.30 e andavo avanti fino alle 21.30. E’ stato molto più duro fare il Ramadan qui che a casa, perchè ero abituato a fare il digiuno dalle 4 del mattino alle 6 di sera. Ma il vantaggio era che non ho mai patito il sole, che in Italia è molto più amichevole che in Indonesia. Inoltre è stato bello sapere che un’altra volontaria musulmana era al Rifugio nello stesso periodo, ed avrebbe fatto il Ramadan con me. Abbiamo preparato il Ramadan insieme, ed abbiamo concordato con il responsabile di potere cucinare autonomamente. Il momento della preparazione del pasto durante il mese di Ramadan è una tradizione molto forte nel mio paese. Ero così felice di condividere la preparazione e il pasto serale insieme. A volte abbiamo invitato altri volontari di strutture vicine, ed anche operatori del Rifugio. Probabilmente non tanti italiani sanno molto del Ramadan, ma sono stati molto tolleranti e rispettosi. Quando ero in servizio, gli operatori del Rifugio mi lasciavano riposare per un alcuni momenti durante il giorno, e mi chiedevano quale tipo di “cose sprituali” io stessi facendo. Un giorno ho incontrato una Signora molto religiosa; abbiamo fatto una bella chiacchierata sul Ramadan e, anche se lei era di un’altra religione, abbiamo scoperto molte cose in comune. Un’altra bella sensazione l’ho provata quando una volontaria, proveniente da un paese tradizionalmente cristiano, ha voluto unirsi volontariamente al nostro mese di digiuno. E’ stato un onore per me sapere che ci fosse qualcuno interessato a questo aspetto così particolare della mia cultura, qualcuno che addirittura ha voluto condividerlo con me. Penso che, nel nostro piccolo, sia stato la migliore dimostrazione di società multiculturale,. E infine, l’ultimo giorno di Ramadan, è il più speciale di tutti. Ci si prepara per la festa, si cucinano cibi particolari per tutti. Sono orgoglioso di potere dire grazie dal profondo ad ognuno al Rifugio"