"PAPA', TU SEI COME LA MOZZARELLA DI BUFALA: DA FUORI SEMBRI UN PO' DURO, MA DENTRO SEI MORBIDO". Una figlia dal nome corto.
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giovedì 25 febbraio 2016
mercoledì 14 maggio 2014
GIGGINO AGGIUSTATUTTO, IN DIREZIONE OSTINATA E CONTRARIA
Giggino non contribuisce
alla crescita del PIL. Da decenni viviamo nel dogma dell'usa e getta.
Ma Giggino, lui, del dogma se ne fotte. E va ostinatamente in
direzione contraria. Ed alcuni di noi con lui, per quanto riusciamo.
E' un maestro della decrescita felice, un'idea che probabilmente non
ha mai sentito nominare. Un maestro inconsapevole, potremmo
definirlo. Ma senz'altro un buon maestro.
Lo si chiama quando serve,
lui se ne arriva lemme lemme, esamina il caso, riflette un momento,
non manca volta che non brontoli contro l'obsolescenza programmata, altra definizione che forse non ha mai sentito nominare, anche
se la conosce molto bene.
A volte emette sentenze immediate e nette,
tipo: ”ho provato a fare una cosa, se entro due ore il tuo frigo
non raffredda puoi buttarlo via”. Punto. Senza appello. Altre
volte invece, Giggino, ci prova. E spesso ci riesce. Cerca pezzi
vecchi, magari in ceramica, e li sostituisce alla plastica che si
fonde così facilmente. E quando vai a ritirare il tuo
elettrodomestico, lui ti spiega cosa ha fatto, ti mostra i pezzi che
ha sostituito, esalta le cose di una volta, “costruite per
durare, non per rompersi”. Non è un nostalgico per il gusto di
esserlo. E' uno che conosce il suo mestiere.
Con il nostro forno ha
superato se stesso. Siamo arrivati dalle parti della quinta/sesta
riparazione, forse di più, ho perso il conto. Di volta in volta, di
riparazione in riparazione, Giggino ha eliminato tutte le funzioni
non essenziali, che poi sono quelle che la maggior parte delle
persone non usa mai, messe lì essenzialmente come specchietto per le
allodole. Già da anni ci ha detto “guardate, la prossima volta
che si rompe non ci sarà più niente da fare”. Da allora lo ha
riparato almeno altre due o tre volte. Ultimamente manda un
messaggino per avvisarti del nuovo successo, certo magari il testo
non è proprio amico della grammatica, forse Giggino non lo
ammetterebbero all'Accademia della Crusca, ma ci si capisce. Ogni
volta che glielo abbiamo portato per un nuovo tentativo lui ci ha
guardato con quell'aria un po' sorniona, come a dire “ma sei di
nuovo qui, tu e quel rottame del tuo forno?!” E noi continuiamo
ad usarlo quel mancato rottame, e lui funziona, fa il suo mestiere di
forno. Certo non dobbiamo sbagliarci, se dovessimo girare la rotella
nella direzione sbagliata, saremmo fottuti, Giggino ce lo ha detto
chiaramente. Ci ha anche attaccato, accanto a quella rotella, un
apposito schema di funzionamento. Lo ha disegnato su un pezzo di
cartone.
Se avete bisogno chiedetemi il suo numero, ma non chiedetemi
come si chiama esattamente. In rubrica io l'ho segnato come “Giggino
aggiustatutto”.
giovedì 17 ottobre 2013
IO, PENTITO
Il Signor EmmeGi nella capitale sabauda, qualche giorno prima del fattaccio, febbraio 2013.
La prima cosa che succede quanto cade
un regime è spesso l'abbattimento della statua del dittatore di
turno. Abbiamo visto cadere statue di Lenin, di Saddam, eccetera. La
caduta della statua, di per sé, non cambia in meglio la vita della
gente. Che lo sa bene, ma la statua la butta giù comunque. Perchè
abbattendo la statua abbatte un simbolo.
Perchè i simboli sono importanti.
Solo gli stolti possono pensare che una
riduzione degli stipendi dei parlamentari da solo migliorerebbe lo
stato dell'economia, ma siamo in molti a pretendere questo passo, che
sappiamo bene essere simbolico.
Perchè i simboli sono importanti.
Ieri si celebrava il settantesimo
anniversario della deportazione verso Auschwitz di 1259 ebrei dal
ghetto di Roma, di cui 200 erano bambini. Alla fine sono tornati a
casa in 16, nessuno dei bambini. (Se volete potete approfondire
cliccate QUI).
E proprio ieri il senato della
repubblica italiana stava per approvare una provvedimento che avrebbe
reso un reato la negazione dello sterminio degli ebrei. Stava per
approvare il provvedimento con una scorciatoia, se ho capito bene.
Tuttavia io non credo che sia necessario approfondire la comprensione
di che cosa sia il negazionismo. Quindi non trovo scandalosa la
scorciatoia, in questo caso. Ma qualcuno si è messo di mezzo,
facendo saltare il provvedimento, che è stato rinviato e, molto
probabilmente verrà approvato comunque tra un po'. Senza entrare nel
merito del fatto in sé (qualcuno dice “abbiamo bisogno di punire
chi esprime un idea, per quanto abbietta essa possa essere?!”, o
ancora “una democrazia che rende reato l'espressione di
un'opinione, non è una democrazia compiuta”) io trovo vergognoso
che ci si sia messi di mezzo, nel quadro di una politica del “No a
tutto ed a tutti”, o motivando la cosa con il fatto che non si
intendeva inseguire l'approvazione a tutti i costi del provvedimento
proprio ieri, perchè tale coincidenza era solamente simbolica. Come
se non avessimo bisogno dei simboli, soprattutto su certi argomenti.
Chi lo ha fatto ha dato un chiaro segnale politico. Si potrebbe
pensare che di questo non si siano resi conto, che lo abbiano fatto
con ingenuità, perchè sono nuovi dell'ambiente.
Forse, ma se così fosse sarebbe ancora
peggio.
L'episodio di ieri, insieme a quello
della settimana scorsa sul reato di clandestinità mi hanno portato
a completare un percorso che per me è iniziato pochi giorni dopo le
elezioni di febbraio.
Un percorso di pentimento.
Ho dato uno dei miei due voti a chi ha
dimostrato in questi mesi di non meritarlo, l'ho fatto perchè mi ero
illuso. L'ho fatto perchè nauseato dal livello degli altri partiti
che peggiora, senza pause né segnali di ripresa, da almeno 20 anni a
questa parte.
Ho sbagliato, ho sbagliato di brutto. In questi mesi ho
avuto moltissimi motivi per rendermene conto. Ormai da mesi mi sono
cancellato dalla mailing list, che l'uomo forte di turno (di cui gli
italiani hanno così disperatamente bisogno, e la storia lo dimostra
chiaramente) usa per calare il verbo sul popolo bue. Ho cancellato il
sito dal segnalibri di internet. Ciò non cambia la questione nel
concreto, giustamente l'uomo forte di turno se ne può fottere.
Ma per me sono stati atti simbolici.
Ed i simboli sono importanti.
Non vi voterò più, nemmeno alle
regionali, nemmeno al villaggio se vi presentate la prossima
primavera. Non posso. Anche se so che molti sono mossi sinceramente
dalla voglia di cambiamento. Non posso appoggiare a livello locale un
movimento che a livello nazionale assume certe posizioni.
Siete come Mario Balotelli.
Una bella occasione sprecata.
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