"PAPA', TU SEI COME LA MOZZARELLA DI BUFALA: DA FUORI SEMBRI UN PO' DURO, MA DENTRO SEI MORBIDO". Una figlia dal nome corto.
sabato 14 settembre 2013
venerdì 13 settembre 2013
Il derby
1° settembre, Oum Dhouil.
Il Derby
Oggi pomeriggio si è svolto il
derby Oum Dhouil village contro El Maesra village, categoria
giovanissimi, partita amichevole. Sono andato al campo con Blanca,
perchè giocava il nipote di Monia, Fehdi, che è indiscutibilmente
il suo preferito (“e certo che mi piace, è il mio cugino
tunisino”); il risultato non è mai stato in discussione, perchè
gli avversari erano più grossi, più dotati tecnicamente, più
organizzati. L'unico fattore sul quale le due squadre si equivalevano
è stato quello delle urla durante il gioco, che peraltro si è
svolto senza scontri: semplicemente i giocatori si gridavano dietro
di continuo.
Il campo era in terra, con qualche
pietra qua o là, e molti cocci di bottiglia sia qua che là, specie
nella parte di campo accanto a dove eravamo seduti noi (dopo essere
stati cacciati a male parole da una Signora al pascolo delle pecore
che ci rimproverava di esserci seduti su un tronco. I bambini che si
sono allontanati con me mi guardavano come a dire “Ma a questa che
cazzo le ha preso?!”). Solo un paio di giocatori avevano scarpe da
calcio, gli altri no. Uno giocava con una scarpa ed un sandalo, che
volava via spesso e volentieri. Uno con la zazzera all'insù mi ha
ricordato il libero dell'Olanda Ruud Krol, giocava con degli assurdi
pantaloncini Bermuda a fiori, che mal si addicevano alla locale
tradizione machista; è venuto a chiedermi la foto della squadra.
Tutti sorridenti, è venuta bene.
Uno solo aveva la maglietta di una
squadra di calcio, tunisina. Il pallone aveva perso tutte le parti
colorate, era marrone con pezzi di cucitura che svolazzavano qua e
là. Nella squadra dei nostri, nonostante alcune individualità,
regnava il casino, specie all'inizio. I cambi erano frequenti (mentre
i vincitori hanno sempre giocato senza uscire), ma la musica non è
mai cambiata. L'amico Mohammed si è distinto per alcune parate
coraggiose, ma nulla ha potuto contro la superiorità degli
avversari. Il nostro Fehdi, pur avendola buttata dentro due volte ed
avere fatto alcuni buoni numeri, si è mostrato un po' timido.
La partita si è fermata per
l'intervallo, che buona parte dei nostri ha passato a salire sulla
traversa o ad appendersi alla stessa come scimmie, con l'evidente
obiettivo (centrato) di farsi fotografare dall'italiano. Ad un certo
punto è comparso un ragazzotto che ha fatto il suo ingresso in campo
in moto con aria di quello che “adesso sistemo tutto io”. Dopo
una mezz'oretta è andato via per la stessa via dalla quale era
arrivato. I nostri perdevano al suo arrivo e continuavano a perdere
alla sua partenza.
I più piccoli, tra i quali il
nipote di Monia, Hassin, e l'amico di banditismo Chokri, hanno
trascorso il tempo a bordo campo impegnati in attività varie: lotta
greco romana, impennate su bici più grandi di loro, lancio reciproco
di acqua e pietre, botte, schiaffoni, lacrime ed abbracci. Non si
sono registrati feriti. Risultato finale 10 a 4 per gli altri. O giù
di lì
venerdì 6 settembre 2013
"SONO STATO LA PRIMA BARBA DEL VILLAGGIO"
5 Settembre - Incontro con Bin Laden
“Hai fatto il calcolo di quanto tempo ci vuole?”
“si, circa dieci secoli; i profeti sono 2400, ed ognuno può
avere più mogli…”
“Sono molte generazioni, sei sicuro che i tuoi eredi ti
daranno ascolto?”
“Se vogliono il mio rispetto dovranno assecondare la mia
volontà…”
“…”
Sono uscito a passeggio per il villaggio con Noa, con la
scusa di portare la foto che l’hanno scorso ho fatto al Signor Mahmoud,
proprietario dello spaccio di Oum Dhouil. Ma il mio intento era quello di
incontrarlo. Tornando indietro l’ho beccato, naturalmente era al caffè. Ha
traversato la strada e mi è venuto incontro. Zucchetto bianco in testa,
Djallaba marrone fino ai piedi, un vecchio cellulare in mano. E sempre quegli
occhi vispi, accesi, furbo. E la barba
lunga, ben sotto il mento, con qualche pelo bianco. Noa lo ha salutato con la
manina, lui si è abbassato per cercare di baciarla, ma lei si è venuta a
nascondere tra le mie gambe. Scambiati i saluti di rito, gli ho detto che
dovevo andare a Menzel Temime per comprare del pesce, e gli ho proposto di
venire con me. Lungo la strada il cielo verso il mare era cupo, viola,
annunciava pioggia. Un bel contrasto con il marrone dei campi, dove iniziati i
lavori di aratura per le semine ed i trapianti.
“Allora come va la Tunisia?”
Ma lui aveva voglia di parlare di altro, aveva voglia di tessere
le lodi della professione del commerciante, che dà libertà, “perché puoi
mettere un commesso, ma guadagnare un sacco di soldi, e farti la tua vita,
vieni qui a mettere su un commercio in Tunisia”. E ancora, “non bisogna
sottostare al ricatto del salario fisso!”, poi aveva voglia di spiegarmi la sua
ricetta “io commercio (pesce, mi ha detto questa volta), la moglie a casa a
guardare i figli, va bene così!”. Volevo dirgli che aveva scordato un
ingrediente nella ricetta: il tempo passato al bar… Ma ho lasciato stare, non
sono qui per dare giudizi su un mondo che ignoro. Sta per avere il quarto
figlio, che si chiamerà Omar, “Inchallah” (se Dio vuole), gli altri tre sono
nati negli ultimi 4 anni. E lui ha già pronto il nome per il quinto, sia nella
versione maschio che in quella femmina. Allora gli chiedo fino a quando intende
andare avanti a farne, di figli. E lui mi spiega il suo piano di dare il nome
di un profeta o della moglie di un profeta ad ogni figlio, e poi nipote dei
nipoti dei nipoti, e arriviamo al calcolo illustrato all’inizio.
“Come va la Tunisia? Ci sono molti problemi politici, forse
adesso sta per sbloccarsi qualcosa. Parlano di un nuovo governo, ma se poi si
deve votare fra due mesi, a cosa serve fare un governo per soli due mesi?! Il
problema è che sono attaccati al potere, alla poltrona”
“Cosa pensi del fatto che una parte dell’opinione pubblica
tunisina abbia attribuito la responsabilità, diretta o almeno morale, dei due
omicidi politici di oppositori che ci sono stati nell’ultimo anno, al partito
di governo, Ennahda?”
“Come facccio a giudicare, tocca ai tribunali giudicare, ci
vogliono le prove, ci vuole del tempo per fare giustizia, non lo so io chi sia
stato. Tutti gli attori della politica interna potrebbero essere i
responsabili. Anche da fuori, molti potrebbero essere dietro questi omicidi,
molti possono essere interessati ad una Tunisia instabile, al fallimento di una
vera transizione verso la democrazia. Potrebbe esserci dietro l’Algeria, il cui
governo non vuole mollare il potere e teme l’effetto emulazione, teme che gli
algerini si rivoltino anch’essi. Gli americani hanno degli interessi qui, la
Francia li ha, l’Italia li ha. Chi lo sa chi è stato? Sono tutti ipocriti, a
parole appoggiano le rivoluzioni fatte dal popolo per il popolo, ma prima non
avevano problemi nell’appoggiare i vari dittatori!
Nel frattempo ci avviciniamo a Menzel Temime, e comincia a
piovere. Quando arriviamo in città si scatena un temporale, quindi restiamo
chiusi in macchina a chiacchierare. Lui mi parla del valore della famiglia,
dell’importanza di “seminare bene per raccogliere bene”, del fatto che un
domani i suoi figli si occuperanno di lui, e mi parla delle case di riposo.
Allora gli racconto che lavoro faccio e, per rispondere alla sua teoria sul
commercio e la libertà, gli dico che io mi sono sempre sentito libero, anche da
dipendente, e che questa la considero una fortuna, credo che l’importante sia
fare continuamente un bilancio e, fino a quando questo è positivo, non ci sia
motivo di cambiare.
Usciamo dalla macchina ed andiamo al mercato, bagnandoci un
pò ma in macchina non si resiste più, fa caldo. Andiamo a comprare del pesce,
triglie e calamaretti, che poi portiamo a cuocere davanti al ristorante della
piazza. Lì davanti, come ogni giorno, si tiene il mercato di frutta e verdura.
Osservo per un po’ di tempo un venditore di uva, urla fortissimo storcendo la
testa di lato e facendo smorfie mostruose, a volte talmente urla forte che gli
si gonfia il collo e diventa rosso come un peperone, sembra preso dai demoni.
“Più le tasche sono vuote, più le urla sono forti”, commenta l’amico Bin Laden.
A un certo punto, forse per stuzzicare lo spettacolo dell’uomo urlante, forse
per noia, un paio di suoi colleghi cominciano a tirargli acini d’uva. E allora
lui, lascialo urlare!
“Prendi il telefono, chiama tua moglie!”
“Non ce l’ho il telefono, perché dovrei chiamarla?”
“Per dirle che avete un ospite a pranzo, così prepara:
verdura, frutta, il pesce lo abbiamo noi…”
“E chi sarebbe l’ospite?”
“Sarei io…”
“Ma poi tu mi inviti a casa tua, mi fai vedere tua moglie?!”
“Ah no! Io rispetto la legge di Dio!”
“E io rispetto la tradizione del paese dove sono! Facciamo
così: se tu ti fai fare una foto, io ti invito a pranzo e ti faccio vedere mia
moglie.”
“Ma una moglie non è oggetto di commercio!”
“Chiamiamolo scambio, allora…”
“Alla prossima”
“Alla prossima, ciao”
La prossima è poco dopo pranzo. Se ne arriva a casa e mi
porta un regalino per le piccole ed uno per me, è poco il valore materiale, ma
apprezzo il gesto. Mi invita al caffè per bere qualcosa. Appena mi siedo arriva
un tipo che si mette a parlare con me in arabo, non capisco ma capisco. Mi dice
ridendo che Bin Laden prima, quando era in Francia, era un capellone che
portava orecchini, anche al naso. Lui conferma e mi mostra le tracce. Facciamo
due chiacchiere e mi racconta che suo padre emigrò in Francia nel 1959, mise su
un commercio insieme a degli ebrei (“tre grandi negozi nella periferia di
Parigi”); dopo qualche anno, alla mia nascita nel 1966 (anche lui…), fu proprio
tramite degli ebrei che comprò una Mercedes “perchè allora i tedeschi non le
vendevano agli arabi; quando venne al villaggio la prima volta, nemmemo
Boughiba (il presidente dell’epoca, considerato un po’ il padre della patria)
aveva la Mercedes. Quando venne in questa zona per vedere un progetto, mio
padre lo andò a prendere con la Mercedes, ci sono le foto.”
Chiacchiere da bar?
Gli chiedo come mai lo chiamano così al villaggio. “Perché
allora non c’erano barbe (musulmani strettamente osservanti), io sono stato il
primo”.
martedì 3 settembre 2013
DUE PAROLE SUL MERCATO
Il mercato
Il martedì si tiene il mercato a
Menzel Temine, circa 20 km dal villaggio dove vive Monia con la sua
famiglia. E' la cittadina più vicina; non si può dire che sia
bella, però ci sono affezionato. Stamane siamo andati alla banca per
cambiare i soldi. Lì accanto sta per riaprire il “Monoprix”, il
supermercato dove andavamo sempre, che fu saccheggiato e bruciato nei
giorni della rivoluzione, a gennaio 2011. Un posto scuro, basso, non
dava l'impressione di grande pulizia, giù in fondo dietro al banco
si andava a chiedere l'alcol, che il commesso compiacente faceva
saltare fuori, in barba alle regole sociali. Nella piazza del mercato
c'è un ristorante popolare dove siamo stati parecchie volte, ogni
volta con grande soddisfazione del sottoscritto. Nel portico
adiacente, dove viene cotta la carne del ristorante, si può portare
carne o pesce comprato al mercato, e farselo cuocere. Il mio posto
preferito però è il mercato del cibo, soprattutto frutta e verdura,
ma anche carne, spezie, pane, pesce. E' una miniera di fotografie,
soprattutto di persone. Nel tempo alcuni dei mercanti si ricordano di
me, è successo più volte che abbia stampato delle foto del viaggio
precedente e che gliele abbia date. E' così anche questa volta.
Stamattina alla fine del giro, ci siamo passati. C'era un macellaio
che stava squartando una testa di mucca con l'ascia. La cliente che
gli aveva chiesto una parte della testa era seduta davanti a lui e lo
guardava lavorare, scherzando con lui. In un'altra bottega di
macellaio, lì vicino, c'era una testa di mucca appesa, con tanto di
etichetta in plastica gialla che identificava la bestia. La testa era
integra, mentre quella che poco distante veniva squartata era stata
cotta nella sua parte esterna. Era davvero quella bestia lì,
quell'esemplare lì, non un pezzo di carne che non puoi identificare,
perchè non ha più alcun elemento che ti faccia risalire alla mucca
che fu. Uno spettacolo inusuale, visto con i nostri occhi, distanti
come siamo dagli aspetti “truculenti” che precedono l'arrivo
della carne in tavola. Come se non esistessero. Qui invece questo
aspetto è alla luce del giorno, ed in effetti a me non dà alcun
fastidio. Non potevo lasciare il mercato del cibo senza comprare
mezzo chilo di Merguez, la meravigliosa salsiccia piccante.
Il mercato del martedì è una bolgia,
una calca pazzesca, ed occorre fare bene attenzione ai ladri, che in
alcune occasioni ho anche visto chiaramente. Anche ai figli bisogna
fare bene attenzione, perchè ci sono talmente tante persone che
perderli sarebbe un attimo. Non ci sono tante smancerie nel muoversi
tra la folla, se sei davanti a me ed ostacoli il mio passaggio, ti
spingo. Senza stare a guardare se sei una donna, un bambino, o
cos'altro. E' normale così, nessuno protesta. Come è normale che un
venditore si metta in mezzo allo spazio in cui passano le persone,
che spesso è uno spazio già stretto di per sé, per vendere le
proprie cose. In questo modo ostacola ulteriormente il flusso della
folla. E quindi giù spinte per farsi largo. E' anche accettato da
tutti il fatto che in mezzo al mercato di vada con un carretto, o con
il motorino, talvolta acceso. Ed è un ulteriore restringimento dello
spazio a disposizione. Ma ai nostri occhi in questi 21 anni, in
queste dieci volte che siamo venuti qui, non è cambiato molto. A
parte i cellulari, che molti tengono in mano camminando per il
mercato. Moni sostiene che ci siano più donne con il velo, io me ne
accorgo meno, forse perchè è stato un aumento graduale, non saprei
dire. Monia dice “Si, mettono il velo anche donne che prima non lo
avrebbero messo. Poi però sotto il velo non c'è una donna più
osservante dei dettami dell'Islam. Fanno di tutto...”.
Non potevo lasciare il mercato di
Menzel Temime senza comprare mezzo chilo di petit four, meravigliosi
dolci di mandorla. Anche alle commesse della pasticceria ho portato
la foto fatta loro lo scorso anno.
lunedì 24 giugno 2013
mercoledì 19 giugno 2013
MI RIFUGIO AL CINEMA!
Il Rifugio carlo Alberto, in collaborazione con
l'associazione cinema B'Essai, organizza per la prossima estate una
rassegna di cinema in piazza dal titolo "Mi Rifugio al
Cinema!", che si terrà nel cortile del centro diurno ogni giovedì sera,
dal 27 giugno al 29 agosto.
Qui di seguito alcune informazioni pratiche.
- Le proiezioni si terranno il giovedì sera
alle 21.15, dal 27 giugno al 29 agosto, presso il giardino del
Rifugio, Località Musset 1, Luserna San Giovanni (To)
- Elenco delle
proiezioni:
27 giugno:
moonrise kingdom (link per vedere la scheda del film: http://www.comingsoon.it/Film/Scheda/Trama/?key=48635&film=Moonrise-Kingdom-una-fuga-d-amore)
4 luglio: monsieur lazhar
(link per vedere la scheda del film http://www.comingsoon.it/Film/Scheda/Trama/?key=49123&film=Monsieur-Lazhar)
11 luglio: un sapore di ruggine ed
ossa (link per vedere la scheda del film: http://www.comingsoon.it/Film/Scheda/Trama/?key=48933&film=Un-sapore-di-ruggine-e-ossa)
18 luglio: vita di Pi (link
per vedere la scheda del film: http://www.comingsoon.it/Film/Scheda/Trama/?key=48892&film=Vita-di-Pi)
25 luglio: cosa piove dal
cielo? (link per vedere la scheda del film: http://www.comingsoon.it/Film/Scheda/Trama/?key=48755&film=Cosa-piove-dal-cielo?)
1 agosto: reality (link per
vedere la scheda del film: http://www.comingsoon.it/Film/Scheda/Trama/?key=48828&film=Reality)
8 agosto: la bicicletta
verde (link per vedere la scheda del film: http://www.comingsoon.it/Film/Scheda/Trama/?key=49253&film=La-bicicletta-verde)
15 agosto: mr. magorium e la bottega
delle meraviglie (link per vedere la scheda del film: http://www.comingsoon.it/Film/Scheda/Trama/?key=1051&film=Mr-Magorium-e-la-bottega-delle-meraviglie)
22 agosto: la parte degli
angeli (link per vedere la scheda del film: http://www.comingsoon.it/Film/Scheda/Trama/?key=48963&film=La-parte-degli-angeli)
29 agosto: quartet (link
per vedere la scheda del film: http://www.comingsoon.it/Film/Scheda/Trama/?key=49320&film=Quartet)
- Tessere per 10 ingressi euro 40.00
- Biglietti singoli euro 5.00, fino ai 12
anni euro 3.00 , fino ai 6 anni gratis
- Tessere acquistabili
presso:
Bar Le Tre Galline, Luserna San
Giovanni
Edicola Pallard, Torre Pellice
Biblioteca Comunale, Via d'Azeglio, Torre
Pellice
Libreria Claudiana, Torre Pellice
Rifugio Re Carlo Alberto, Luserna San
Giovanni
- Le proiezioni si terranno anche in caso
di maltempo, in tal caso verrà data priorità d'ingresso ai
tesserati
- Sarà presente un servizio bar, con birre
locali (Val Chisone)
- In occasione di alcune proiezioni saranno
organizzate cene a tema ed aperitivi.
- Il ricavato servirà a supportare le
attività con gli ospiti che si svolgono al Rifugio
Fate girare l'informazione in
famiglia, presso amici e conoscenti. Appendete la cartolina in cucina.
Diffondete via Facebook, Twitter, Linkedin. O come volete voi.
Diffondete via Facebook, Twitter, Linkedin. O come volete voi.
Tra gli obiettivi, oltre alla
promozione della struttura in senso generale, c'è anche quello di integrare un
pò le entrate del Rifugio.
martedì 4 giugno 2013
2.940!
Il 4 giugno 2012 entrava in funzione l'impianto fotovoltaico sul tetto di casa nostra. 2940 kWh è stata la produzione di questo primo anno, 4211 kWh quanto abbiamo consumato.
Non avendo confronti, non so cosa sto dicendo. A naso direi che ci siamo prodotti quasi il 70% di quanto abbiamo consumato, ma sarà vero?
Comunque sia: Evviva!
(Nella cartina: le differenze sul territorio della madre patria in termini di irradiazione solare)
mercoledì 29 maggio 2013
FISCHIA IL VENTO, DA TORINO A VENEZIA. IN BICI.
Prosegue il Progetto Vento, l'idea di pista ciclabile da Torino a Venezia, lungo il Po o giù di lì.
Questa settimana si svolge "Vento Bici Tour", partito da Torino domenica 26, arriva a Venezia domenica 2.
Per fare "capire che la bicicletta si sposa con tantissimi temi: il lavoro, il turismo, le imprese locali, i beni culturali, la natura, l'acqua e i parchi, la rete, il paesaggio e l'ambiente, il gusto e l'agricoltura, le città, l'arte e la storia. Il clima italiano."
Per seguire il percorso, vedere le foto ed avere informazioni sul progetto Vento, cliccare QUI
lunedì 27 maggio 2013
ELOGIO DELLA LENTEZZA SPINTA
Ci sono i giorni come oggi, e sono il
massimo. Andiamo e torniamo insieme dal lavoro, io e lei. Mi sento
libero, felice. Mi aiuta ad affrontare le asperità della giornata.
Sono due mesi che ci frequentiamo, l'ho puntata per un po', ho preso
informazioni su di lei. Poi un giorno l'ho fatta mia.
E non ci nascondiamo, è tutto alla
luce del sole. Anzi, parlo di lei con tutti. E vedo anche un po' di
invidia negli occhi di alcuni.
Vorrebbero essere al mio posto, lo
capisco.
Mia moglie sa tutto, naturalmente,
gliene ho parlato sin dall'inizio, dice che la cosa non le da alcun
fastidio. Io le dico tutto, lei a volte mi pare persino un po'
annoiata. Forse pensa che sono così esaltato perchè siamo
all'inizio.
Si sa, "la fase dell'innamoramento", "vedi solo i lati
positivi", "non ti sei ancora accorto dei suoi difetti", eccetera.
E' convinta che prima o poi mi passi, che un
giorno capirò che l'una vale l'altra. Io credo di no, perchè con
lei è diverso rispetto a come è stato con quelle prima (non che ne
abbia avute molte...), con lei ho tutti i vantaggi che avevo con le
altre, ma non sento la stessa fatica che dopo un po',
inevitabilmente, prende chiunque.
Sarà come dice mia moglie, ma per
adesso la mia bici elettrica mi esalta un casino.
sabato 25 maggio 2013
AL MARE PER IL COMPLEANNO. W LA BICI. W LA MOGLIE!
Ieri la moglie mi portò allo mare per il mio compleanno. Abbiamo fatto una trenta kilomteri sulla bellissima pista ciclabile ricavata sul percorso dell'ex ferrovia, tra Sanremo e San Lorenzo al mare (www.pistaciclabile.com). Alcuni tratti sono stupendi, passare dentro Sanremo, la parte direttamente sul mare, vedere le case da dietro, passare accanto alle stazioni della vecchia ferrovia, i vecchi caselli ristrutturati. Mi è piaciuto un casino.
Nei prossimi mesi verrà fatto l'allacciamento tra Ospedaletti e Sanremo, che allungherà la pista di alcuni Kilometri.
Da rifare, da consigliare.
A notte mi portò al B&B Cà de Pria di Ospedaletti (www.cadepria.ospedaletti.it) , dove ci siamo sollazzati. Consigliato, assolutamente.
(Nella foto una rarissima immagine dei coniugi insieme)
domenica 19 maggio 2013
martedì 7 maggio 2013
FOTOAGGIORNAMENTO INTORNO ALLE BAMBINE GALETTI
La bambina dal nome spagnolo legge un libro alla sorella dal nome corto. Il padre esulta.
La bambina dal nome corto fotografata nella camera dove è stata trasferita per dormire insieme alla sorella. Il padre esulta anche se metà della notte la passa in quel letto perchè la bamina dal nome corto si sveglia ululando "Mamma!!!"
Un abbraccio tra la bambina dal nome corto e la cugina dal nome swahili. In famiglia esultano tutti.
Una sera la bambina dal nome spagnolo è tornata a casa addormentata in auto.
La bambina dal nome corto fotografata nella camera dove è stata trasferita per dormire insieme alla sorella. Il padre esulta anche se metà della notte la passa in quel letto perchè la bamina dal nome corto si sveglia ululando "Mamma!!!"
Un abbraccio tra la bambina dal nome corto e la cugina dal nome swahili. In famiglia esultano tutti.
Una sera la bambina dal nome spagnolo è tornata a casa addormentata in auto.
venerdì 19 aprile 2013
DIALOGHI TRA PADRI E FIGLI SU QUELLO CHE SUCCEDE DOPO.
Ieri sera ho visto un bel film nel quale, durante un viaggio di
famiglia, muore il nonno; il giorno dopo il nipotino va da suo papà, figlio
dell’uomo appena morto, e gli chiede dove è andato il nonno. Il papà lo fa
sedere vicino a sé e gli racconta la storia dell’acqua, che cambia forma a
seconda delle condizioni di calore: se la temperatura è normale l’acqua è
liquida, e scorre normalmente; se fa molto freddo, l’acqua si solidifica e si
trasfoma in ghiaccio; se fa molto caldo, l’acqua evapora e sale verso il cielo.
“Le persone sono come l’acqua. Ci siamo
sempre, in forme diverse, ma ci siamo sempre”, dice il papà. “Allora il nonno è evaporato”, dice il
bambino.
Questa mattina ero in macchina con Blanca, la portavo a
prendere il pulmino che la porta a scuola. Il suo compagno M. stamattina non
era con noi.
-
“Papà, esiste un
vocabolario di Dio?”
-
“Un vocabolario?
Esistono dei libri che parlano di Dio, uno in particolare”
-
“Possiamo
comprarlo?”
-
“Lo abbiamo a
casa, perché me lo chiedi, amore?”
-
“Perché così se
lo leggiamo, capiamo che strada ha fatto il nonno di M. per andare in cielo”
-
(…)
Il nonno di M. ieri
pomeriggio è uscito per la solita passeggiata, in quella che chiamava “El
pulmun vert”, questa zona della montagna dove ci sono le nostre case, lui la
chiamava così.
E’ passato un momento, e lui era già andato via. Quando
trafficavo in cortile spesso lo sentivo cantare.
martedì 16 aprile 2013
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