venerdì 13 settembre 2013

Il derby


  1° settembre, Oum Dhouil.
Il Derby
 
Oggi pomeriggio si è svolto il derby Oum Dhouil village contro El Maesra village, categoria giovanissimi, partita amichevole. Sono andato al campo con Blanca, perchè giocava il nipote di Monia, Fehdi, che è indiscutibilmente il suo preferito (“e certo che mi piace, è il mio cugino tunisino”); il risultato non è mai stato in discussione, perchè gli avversari erano più grossi, più dotati tecnicamente, più organizzati. L'unico fattore sul quale le due squadre si equivalevano è stato quello delle urla durante il gioco, che peraltro si è svolto senza scontri: semplicemente i giocatori si gridavano dietro di continuo.



Il campo era in terra, con qualche pietra qua o là, e molti cocci di bottiglia sia qua che là, specie nella parte di campo accanto a dove eravamo seduti noi (dopo essere stati cacciati a male parole da una Signora al pascolo delle pecore che ci rimproverava di esserci seduti su un tronco. I bambini che si sono allontanati con me mi guardavano come a dire “Ma a questa che cazzo le ha preso?!”). Solo un paio di giocatori avevano scarpe da calcio, gli altri no. Uno giocava con una scarpa ed un sandalo, che volava via spesso e volentieri. Uno con la zazzera all'insù mi ha ricordato il libero dell'Olanda Ruud Krol, giocava con degli assurdi pantaloncini Bermuda a fiori, che mal si addicevano alla locale tradizione machista; è venuto a chiedermi la foto della squadra.
Tutti sorridenti, è venuta bene.





 
Uno solo aveva la maglietta di una squadra di calcio, tunisina. Il pallone aveva perso tutte le parti colorate, era marrone con pezzi di cucitura che svolazzavano qua e là. Nella squadra dei nostri, nonostante alcune individualità, regnava il casino, specie all'inizio. I cambi erano frequenti (mentre i vincitori hanno sempre giocato senza uscire), ma la musica non è mai cambiata. L'amico Mohammed si è distinto per alcune parate coraggiose, ma nulla ha potuto contro la superiorità degli avversari. Il nostro Fehdi, pur avendola buttata dentro due volte ed avere fatto alcuni buoni numeri, si è mostrato un po' timido.




La partita si è fermata per l'intervallo, che buona parte dei nostri ha passato a salire sulla traversa o ad appendersi alla stessa come scimmie, con l'evidente obiettivo (centrato) di farsi fotografare dall'italiano. Ad un certo punto è comparso un ragazzotto che ha fatto il suo ingresso in campo in moto con aria di quello che “adesso sistemo tutto io”. Dopo una mezz'oretta è andato via per la stessa via dalla quale era arrivato. I nostri perdevano al suo arrivo e continuavano a perdere alla sua partenza.


  
I più piccoli, tra i quali il nipote di Monia, Hassin, e l'amico di banditismo Chokri, hanno trascorso il tempo a bordo campo impegnati in attività varie: lotta greco romana, impennate su bici più grandi di loro, lancio reciproco di acqua e pietre, botte, schiaffoni, lacrime ed abbracci. Non si sono registrati feriti. Risultato finale 10 a 4 per gli altri. O giù di lì


venerdì 6 settembre 2013

"SONO STATO LA PRIMA BARBA DEL VILLAGGIO"



5 Settembre - Incontro con Bin Laden
“Hai fatto il calcolo di quanto tempo ci vuole?”
“si, circa dieci secoli; i profeti sono 2400, ed ognuno può avere più mogli…”
“Sono molte generazioni, sei sicuro che i tuoi eredi ti daranno ascolto?”
“Se vogliono il mio rispetto dovranno assecondare la mia volontà…”
“…”
Sono uscito a passeggio per il villaggio con Noa, con la scusa di portare la foto che l’hanno scorso ho fatto al Signor Mahmoud, proprietario dello spaccio di Oum Dhouil. Ma il mio intento era quello di incontrarlo. Tornando indietro l’ho beccato, naturalmente era al caffè. Ha traversato la strada e mi è venuto incontro. Zucchetto bianco in testa, Djallaba marrone fino ai piedi, un vecchio cellulare in mano. E sempre quegli occhi vispi, accesi, furbo.  E la barba lunga, ben sotto il mento, con qualche pelo bianco. Noa lo ha salutato con la manina, lui si è abbassato per cercare di baciarla, ma lei si è venuta a nascondere tra le mie gambe. Scambiati i saluti di rito, gli ho detto che dovevo andare a Menzel Temime per comprare del pesce, e gli ho proposto di venire con me. Lungo la strada il cielo verso il mare era cupo, viola, annunciava pioggia. Un bel contrasto con il marrone dei campi, dove iniziati i lavori di aratura per le semine ed i trapianti.
“Allora come va la Tunisia?”
Ma lui aveva voglia di parlare di altro, aveva voglia di tessere le lodi della professione del commerciante, che dà libertà, “perché puoi mettere un commesso, ma guadagnare un sacco di soldi, e farti la tua vita, vieni qui a mettere su un commercio in Tunisia”. E ancora, “non bisogna sottostare al ricatto del salario fisso!”, poi aveva voglia di spiegarmi la sua ricetta “io commercio (pesce, mi ha detto questa volta), la moglie a casa a guardare i figli, va bene così!”. Volevo dirgli che aveva scordato un ingrediente nella ricetta: il tempo passato al bar… Ma ho lasciato stare, non sono qui per dare giudizi su un mondo che ignoro. Sta per avere il quarto figlio, che si chiamerà Omar, “Inchallah” (se Dio vuole), gli altri tre sono nati negli ultimi 4 anni. E lui ha già pronto il nome per il quinto, sia nella versione maschio che in quella femmina. Allora gli chiedo fino a quando intende andare avanti a farne, di figli. E lui mi spiega il suo piano di dare il nome di un profeta o della moglie di un profeta ad ogni figlio, e poi nipote dei nipoti dei nipoti, e arriviamo al calcolo illustrato all’inizio.
“Come va la Tunisia? Ci sono molti problemi politici, forse adesso sta per sbloccarsi qualcosa. Parlano di un nuovo governo, ma se poi si deve votare fra due mesi, a cosa serve fare un governo per soli due mesi?! Il problema è che sono attaccati al potere, alla poltrona”
“Cosa pensi del fatto che una parte dell’opinione pubblica tunisina abbia attribuito la responsabilità, diretta o almeno morale, dei due omicidi politici di oppositori che ci sono stati nell’ultimo anno, al partito di governo, Ennahda?”
“Come facccio a giudicare, tocca ai tribunali giudicare, ci vogliono le prove, ci vuole del tempo per fare giustizia, non lo so io chi sia stato. Tutti gli attori della politica interna potrebbero essere i responsabili. Anche da fuori, molti potrebbero essere dietro questi omicidi, molti possono essere interessati ad una Tunisia instabile, al fallimento di una vera transizione verso la democrazia. Potrebbe esserci dietro l’Algeria, il cui governo non vuole mollare il potere e teme l’effetto emulazione, teme che gli algerini si rivoltino anch’essi. Gli americani hanno degli interessi qui, la Francia li ha, l’Italia li ha. Chi lo sa chi è stato? Sono tutti ipocriti, a parole appoggiano le rivoluzioni fatte dal popolo per il popolo, ma prima non avevano problemi nell’appoggiare i vari dittatori!
Nel frattempo ci avviciniamo a Menzel Temime, e comincia a piovere. Quando arriviamo in città si scatena un temporale, quindi restiamo chiusi in macchina a chiacchierare. Lui mi parla del valore della famiglia, dell’importanza di “seminare bene per raccogliere bene”, del fatto che un domani i suoi figli si occuperanno di lui, e mi parla delle case di riposo. Allora gli racconto che lavoro faccio e, per rispondere alla sua teoria sul commercio e la libertà, gli dico che io mi sono sempre sentito libero, anche da dipendente, e che questa la considero una fortuna, credo che l’importante sia fare continuamente un bilancio e, fino a quando questo è positivo, non ci sia motivo di cambiare.
Usciamo dalla macchina ed andiamo al mercato, bagnandoci un pò ma in macchina non si resiste più, fa caldo. Andiamo a comprare del pesce, triglie e calamaretti, che poi portiamo a cuocere davanti al ristorante della piazza. Lì davanti, come ogni giorno, si tiene il mercato di frutta e verdura. Osservo per un po’ di tempo un venditore di uva, urla fortissimo storcendo la testa di lato e facendo smorfie mostruose, a volte talmente urla forte che gli si gonfia il collo e diventa rosso come un peperone, sembra preso dai demoni. “Più le tasche sono vuote, più le urla sono forti”, commenta l’amico Bin Laden. A un certo punto, forse per stuzzicare lo spettacolo dell’uomo urlante, forse per noia, un paio di suoi colleghi cominciano a tirargli acini d’uva. E allora lui, lascialo urlare!

“Prendi il telefono, chiama tua moglie!”
“Non ce l’ho il telefono, perché dovrei chiamarla?”
“Per dirle che avete un ospite a pranzo, così prepara: verdura, frutta, il pesce lo abbiamo noi…”
“E chi sarebbe l’ospite?”
“Sarei io…”
“Ma poi tu mi inviti a casa tua, mi fai vedere tua moglie?!”
“Ah no! Io rispetto la legge di Dio!”
“E io rispetto la tradizione del paese dove sono! Facciamo così: se tu ti fai fare una foto, io ti invito a pranzo e ti faccio vedere mia moglie.”
“Ma una moglie non è oggetto di commercio!”
“Chiamiamolo scambio, allora…”

“Alla prossima”
“Alla prossima, ciao”

La prossima è poco dopo pranzo. Se ne arriva a casa e mi porta un regalino per le piccole ed uno per me, è poco il valore materiale, ma apprezzo il gesto. Mi invita al caffè per bere qualcosa. Appena mi siedo arriva un tipo che si mette a parlare con me in arabo, non capisco ma capisco. Mi dice ridendo che Bin Laden prima, quando era in Francia, era un capellone che portava orecchini, anche al naso. Lui conferma e mi mostra le tracce. Facciamo due chiacchiere e mi racconta che suo padre emigrò in Francia nel 1959, mise su un commercio insieme a degli ebrei (“tre grandi negozi nella periferia di Parigi”); dopo qualche anno, alla mia nascita nel 1966 (anche lui…), fu proprio tramite degli ebrei che comprò una Mercedes “perchè allora i tedeschi non le vendevano agli arabi; quando venne al villaggio la prima volta, nemmemo Boughiba (il presidente dell’epoca, considerato un po’ il padre della patria) aveva la Mercedes. Quando venne in questa zona per vedere un progetto, mio padre lo andò a prendere con la Mercedes, ci sono le foto.”
Chiacchiere da bar?
Gli chiedo come mai lo chiamano così al villaggio. “Perché allora non c’erano barbe (musulmani strettamente osservanti), io sono stato il primo”.

martedì 3 settembre 2013

DUE PAROLE SUL MERCATO

Il mercato
Il martedì si tiene il mercato a Menzel Temine, circa 20 km dal villaggio dove vive Monia con la sua famiglia. E' la cittadina più vicina; non si può dire che sia bella, però ci sono affezionato. Stamane siamo andati alla banca per cambiare i soldi. Lì accanto sta per riaprire il “Monoprix”, il supermercato dove andavamo sempre, che fu saccheggiato e bruciato nei giorni della rivoluzione, a gennaio 2011. Un posto scuro, basso, non dava l'impressione di grande pulizia, giù in fondo dietro al banco si andava a chiedere l'alcol, che il commesso compiacente faceva saltare fuori, in barba alle regole sociali. Nella piazza del mercato c'è un ristorante popolare dove siamo stati parecchie volte, ogni volta con grande soddisfazione del sottoscritto. Nel portico adiacente, dove viene cotta la carne del ristorante, si può portare carne o pesce comprato al mercato, e farselo cuocere. Il mio posto preferito però è il mercato del cibo, soprattutto frutta e verdura, ma anche carne, spezie, pane, pesce. E' una miniera di fotografie, soprattutto di persone. Nel tempo alcuni dei mercanti si ricordano di me, è successo più volte che abbia stampato delle foto del viaggio precedente e che gliele abbia date. E' così anche questa volta. Stamattina alla fine del giro, ci siamo passati. C'era un macellaio che stava squartando una testa di mucca con l'ascia. La cliente che gli aveva chiesto una parte della testa era seduta davanti a lui e lo guardava lavorare, scherzando con lui. In un'altra bottega di macellaio, lì vicino, c'era una testa di mucca appesa, con tanto di etichetta in plastica gialla che identificava la bestia. La testa era integra, mentre quella che poco distante veniva squartata era stata cotta nella sua parte esterna. Era davvero quella bestia lì, quell'esemplare lì, non un pezzo di carne che non puoi identificare, perchè non ha più alcun elemento che ti faccia risalire alla mucca che fu. Uno spettacolo inusuale, visto con i nostri occhi, distanti come siamo dagli aspetti “truculenti” che precedono l'arrivo della carne in tavola. Come se non esistessero. Qui invece questo aspetto è alla luce del giorno, ed in effetti a me non dà alcun fastidio. Non potevo lasciare il mercato del cibo senza comprare mezzo chilo di Merguez, la meravigliosa salsiccia piccante.

Il mercato del martedì è una bolgia, una calca pazzesca, ed occorre fare bene attenzione ai ladri, che in alcune occasioni ho anche visto chiaramente. Anche ai figli bisogna fare bene attenzione, perchè ci sono talmente tante persone che perderli sarebbe un attimo. Non ci sono tante smancerie nel muoversi tra la folla, se sei davanti a me ed ostacoli il mio passaggio, ti spingo. Senza stare a guardare se sei una donna, un bambino, o cos'altro. E' normale così, nessuno protesta. Come è normale che un venditore si metta in mezzo allo spazio in cui passano le persone, che spesso è uno spazio già stretto di per sé, per vendere le proprie cose. In questo modo ostacola ulteriormente il flusso della folla. E quindi giù spinte per farsi largo. E' anche accettato da tutti il fatto che in mezzo al mercato di vada con un carretto, o con il motorino, talvolta acceso. Ed è un ulteriore restringimento dello spazio a disposizione. Ma ai nostri occhi in questi 21 anni, in queste dieci volte che siamo venuti qui, non è cambiato molto. A parte i cellulari, che molti tengono in mano camminando per il mercato. Moni sostiene che ci siano più donne con il velo, io me ne accorgo meno, forse perchè è stato un aumento graduale, non saprei dire. Monia dice “Si, mettono il velo anche donne che prima non lo avrebbero messo. Poi però sotto il velo non c'è una donna più osservante dei dettami dell'Islam. Fanno di tutto...”.
Non potevo lasciare il mercato di Menzel Temime senza comprare mezzo chilo di petit four, meravigliosi dolci di mandorla. Anche alle commesse della pasticceria ho portato la foto fatta loro lo scorso anno.

mercoledì 19 giugno 2013

MI RIFUGIO AL CINEMA!



 Il Rifugio carlo Alberto, in collaborazione con l'associazione cinema B'Essai, organizza per la prossima estate una rassegna di cinema in piazza dal titolo "Mi Rifugio al Cinema!", che si terrà nel cortile del centro diurno ogni giovedì sera, dal 27 giugno al 29 agosto.
Qui di seguito alcune informazioni pratiche.
- Le proiezioni si terranno il giovedì sera alle 21.15, dal 27 giugno al 29 agosto, presso il giardino del Rifugio, Località Musset 1, Luserna San Giovanni (To)
- Elenco delle proiezioni:
 27 giugno: moonrise kingdom (link per vedere la scheda del film: http://www.comingsoon.it/Film/Scheda/Trama/?key=48635&film=Moonrise-Kingdom-una-fuga-d-amore)
4 luglio: monsieur lazhar (link per vedere la scheda del film http://www.comingsoon.it/Film/Scheda/Trama/?key=49123&film=Monsieur-Lazhar)
11 luglio: un sapore di ruggine ed ossa (link per vedere la scheda del film: http://www.comingsoon.it/Film/Scheda/Trama/?key=48933&film=Un-sapore-di-ruggine-e-ossa)
18 luglio: vita di Pi (link per vedere la scheda del film: http://www.comingsoon.it/Film/Scheda/Trama/?key=48892&film=Vita-di-Pi)
25 luglio: cosa piove dal cielo? (link per vedere la scheda del film: http://www.comingsoon.it/Film/Scheda/Trama/?key=48755&film=Cosa-piove-dal-cielo?)
1 agosto: reality (link per vedere la scheda del film: http://www.comingsoon.it/Film/Scheda/Trama/?key=48828&film=Reality)
8 agosto: la bicicletta verde (link per vedere la scheda del film: http://www.comingsoon.it/Film/Scheda/Trama/?key=49253&film=La-bicicletta-verde)
15 agosto: mr. magorium e la bottega delle meraviglie (link per vedere la scheda del film: http://www.comingsoon.it/Film/Scheda/Trama/?key=1051&film=Mr-Magorium-e-la-bottega-delle-meraviglie)
22 agosto: la parte degli angeli  (link per vedere la scheda del film: http://www.comingsoon.it/Film/Scheda/Trama/?key=48963&film=La-parte-degli-angeli)
29 agosto: quartet (link per vedere la scheda del film: http://www.comingsoon.it/Film/Scheda/Trama/?key=49320&film=Quartet)
- Tessere per 10 ingressi euro 40.00
- Biglietti singoli euro 5.00, fino ai 12 anni euro 3.00 , fino ai 6 anni gratis
- Tessere acquistabili presso:
Bar Le Tre Galline, Luserna San Giovanni
Edicola Pallard, Torre Pellice
Biblioteca Comunale, Via d'Azeglio, Torre Pellice
Libreria Claudiana, Torre Pellice
Rifugio Re Carlo Alberto, Luserna San Giovanni
- Le proiezioni si terranno anche in caso di maltempo, in tal caso verrà data priorità d'ingresso ai tesserati
- Sarà presente un servizio bar, con birre locali (Val Chisone)
- In occasione di alcune proiezioni saranno organizzate cene a tema ed aperitivi.
- Il ricavato servirà a supportare le attività con gli ospiti che si svolgono al Rifugio 
Fate girare l'informazione in famiglia, presso amici e conoscenti. Appendete la cartolina in cucina.

Diffondete via Facebook, Twitter, Linkedin
. O come volete voi.
Tra gli obiettivi, oltre alla promozione della struttura in senso generale, c'è anche quello di integrare un pò le entrate del Rifugio.



martedì 4 giugno 2013

2.940!


Il 4 giugno 2012 entrava in funzione l'impianto fotovoltaico sul tetto di casa nostra. 2940 kWh è stata la produzione di questo primo anno, 4211 kWh quanto abbiamo consumato.
Non avendo confronti, non so cosa sto dicendo. A naso direi che ci siamo prodotti quasi il 70% di quanto abbiamo consumato, ma sarà vero?

Comunque sia: Evviva!

(Nella cartina: le differenze sul territorio della madre patria in termini di irradiazione solare)

mercoledì 29 maggio 2013

FISCHIA IL VENTO, DA TORINO A VENEZIA. IN BICI.


Prosegue il Progetto Vento, l'idea di pista ciclabile da Torino a Venezia, lungo il Po o giù di lì.
Questa settimana si svolge "Vento Bici Tour", partito da Torino domenica 26, arriva a Venezia domenica 2.
Per fare "capire che la bicicletta si sposa con tantissimi temi: il lavoro, il turismo, le imprese locali, i beni culturali, la natura, l'acqua e i parchi, la rete, il paesaggio e l'ambiente, il gusto e l'agricoltura, le città, l'arte e la storia. Il clima italiano."
Per seguire il percorso, vedere le foto ed avere informazioni sul progetto Vento, cliccare QUI

lunedì 27 maggio 2013

ELOGIO DELLA LENTEZZA SPINTA


Ci sono i giorni come oggi, e sono il massimo. Andiamo e torniamo insieme dal lavoro, io e lei. Mi sento libero, felice. Mi aiuta ad affrontare le asperità della giornata. 
Sono due mesi che ci frequentiamo, l'ho puntata per un po', ho preso informazioni su di lei. Poi un giorno l'ho fatta mia.
E non ci nascondiamo, è tutto alla luce del sole. Anzi, parlo di lei con tutti. E vedo anche un po' di invidia negli occhi di alcuni. 
Vorrebbero essere al mio posto, lo capisco.
Mia moglie sa tutto, naturalmente, gliene ho parlato sin dall'inizio, dice che la cosa non le da alcun fastidio. Io le dico tutto, lei a volte mi pare persino un po' annoiata. Forse pensa che sono così esaltato perchè siamo all'inizio. 
Si sa, "la fase dell'innamoramento", "vedi solo i lati positivi", "non ti sei ancora accorto dei suoi difetti", eccetera.
E' convinta che prima o poi mi passi, che un giorno capirò che l'una vale l'altra. Io credo di no, perchè con lei è diverso rispetto a come è stato con quelle prima (non che ne abbia avute molte...), con lei ho tutti i vantaggi che avevo con le altre, ma non sento la stessa fatica che dopo un po', inevitabilmente, prende chiunque.

Sarà come dice mia moglie, ma per adesso la mia bici elettrica mi esalta un casino.

sabato 25 maggio 2013

AL MARE PER IL COMPLEANNO. W LA BICI. W LA MOGLIE!

Ieri la moglie mi portò allo mare per il mio compleanno. Abbiamo fatto una trenta kilomteri sulla bellissima pista ciclabile ricavata sul percorso dell'ex ferrovia, tra Sanremo e  San Lorenzo al mare (www.pistaciclabile.com). Alcuni tratti sono stupendi, passare dentro Sanremo, la parte direttamente sul mare, vedere le case da dietro, passare accanto alle stazioni della vecchia ferrovia, i vecchi caselli ristrutturati.  Mi è piaciuto un casino. 
Nei prossimi mesi verrà fatto l'allacciamento tra Ospedaletti e Sanremo, che allungherà la pista di alcuni Kilometri.
Da rifare, da consigliare.


A notte mi portò al B&B Cà de Pria di Ospedaletti (www.cadepria.ospedaletti.it) , dove ci siamo sollazzati. Consigliato, assolutamente.
(Nella foto una rarissima immagine dei coniugi insieme)

martedì 7 maggio 2013

FOTOAGGIORNAMENTO INTORNO ALLE BAMBINE GALETTI

 La bambina dal nome spagnolo legge un libro alla sorella dal nome corto. Il padre esulta.

 La bambina dal nome corto fotografata nella camera dove è stata trasferita per dormire insieme alla sorella. Il padre esulta anche se metà della notte la passa in quel letto perchè la bamina dal nome corto si sveglia ululando "Mamma!!!"

 Un abbraccio tra la bambina dal nome corto e la cugina dal nome swahili. In famiglia esultano tutti.

Una sera la bambina dal nome spagnolo è tornata a casa addormentata in auto.

venerdì 19 aprile 2013

DIALOGHI TRA PADRI E FIGLI SU QUELLO CHE SUCCEDE DOPO.



Ieri sera ho visto un bel film nel quale, durante un viaggio di famiglia, muore il nonno; il giorno dopo il nipotino va da suo papà, figlio dell’uomo appena morto, e gli chiede dove è andato il nonno. Il papà lo fa sedere vicino a sé e gli racconta la storia dell’acqua, che cambia forma a seconda delle condizioni di calore: se la temperatura è normale l’acqua è liquida, e scorre normalmente; se fa molto freddo, l’acqua si solidifica e si trasfoma in ghiaccio; se fa molto caldo, l’acqua evapora e sale verso il cielo. “Le persone sono come l’acqua. Ci siamo sempre, in forme diverse, ma ci siamo sempre”, dice il papà. “Allora il nonno è evaporato”, dice il bambino.

Questa mattina ero in macchina con Blanca, la portavo a prendere il pulmino che la porta a scuola. Il suo compagno M. stamattina non era con noi.
-          “Papà, esiste un vocabolario di Dio?”
-          “Un vocabolario? Esistono dei libri che parlano di Dio, uno in particolare”
-          “Possiamo comprarlo?”
-          “Lo abbiamo a casa, perché me lo chiedi, amore?”
-          “Perché così se lo leggiamo, capiamo che strada ha fatto il nonno di M.  per andare in cielo”
-          (…)
 Il nonno di M. ieri pomeriggio è uscito per la solita passeggiata, in quella che chiamava “El pulmun vert”, questa zona della montagna dove ci sono le nostre case, lui la chiamava così.
E’ passato un momento, e lui era già andato via. Quando trafficavo in cortile spesso lo sentivo cantare.