mercoledì 16 agosto 2023

DI CRETA E DELL'ISOLA INNOMINABILE - TRE

INTOLLERANZE E MERAVIGLIA


 
In fuga dalla sana, montante e progressiva intolleranza reciproca fra adolescenti amanti del sonno mattutino e l’uomo ultracinquantenne che si sveglia presto, vado in esplorazione e finisco alla meravigliosa spiaggia di Skinaria, che per me risulterà poi indubbiamente la più bella spiaggia della vacanza Cretese, di molto superiore ad altre viste nei giorni precedenti e ben più famose, dunque ormai contagiate.

A Skinaria si arriva con una bella strada di campagna, transitando di fronte a teste di montoni e caproni appese come trofei ad una recinzione, incontrando i locali pastori con i loro suv, le loro canottiere, le loro magliette, le loro motociclette (tutto ciò rigorosamente e compattamente di colore nero), sfiorando un ecomostro incompiuto, e passando accanto ad una roccia con un bel buco rotondo che fa molto panorama.  


 
Pratico uno snorkeling ignorante ed incompiuto, non avendo mai imparato a respirare con il boccaglio. Ma ne godo tantissimo. Per me è una sublimazione del volo, al di là del fatto di riuscire a vedere o meno dei pesci, al di là del fatto che tali pesci siano i soliti o siano novità.  E poi è un’attività silenziosa, sia da parte mia, che devo tenere la bozza chiusa per i motivi appena indicati, che da parte dei pesci per evidenti ragioni. Questo fattore aumenta il godimento a dismisura.

Skinaria è una piccola baia, poco frequentata specie a quest’ora, e chiusa sui due lati da rocce, ci sono alcuni lettini ed ombrelloni su una parte, ma l’altra è libera. Appena arrivato mi butto in acqua ed è subito l’estasi, in volo pochi centimetri sopra i pesci senza nuotare per non disturbarli, spinto dal vento. E’ solo un attimo, due tre secondi di magia pura, che saranno fra i migliori della vacanza. Tornerei in questa bellissima zona solo per Skinaria. Ma qui intorno è pieno di bellezza per me.

 

ILIOMANOLIS - COME GLI SAREBBE PIACIUTO 


A metà mattina vado lassù in alto verso Iliomanolis. Il potere di questo locale è femmina, le donne sono tutte in nero. Nonna/figlia/nipote. Solo greci qui. Un gruppetto di bërgé dalle pance grosse e SUV più grossi ancora chiacchierano isolati in un angolo. Chiedo il menù, e mi portano in cucina. La figlia mi fa vedere tutto ciò che ha preparato per pranzo. Che meraviglia.

Ordino un caffè ed un dolcino per colazione, ma prima arriva un litro di acqua fresca fresca. Bel pergolato, chiacchiere, vecchietti, c’è un papà spaparanzato sul tavolino con il suo freddo caffè e figlia che fa colazione tarda, amici, un tontolino adulto con il padre anziano, passa uno con il microfono sul tetto a vendere chissà che. Che mi ricorda l’infanzia una macchina blu dei vigili del villaggio ed avvisi di restare in casa perché c’era un’alluvione in arrivo.


 
Il giorno dopo torno a pranzo da Iliomanolis con moglie ed adolescenti, a quest’ora sveglie da un po' (ma io nel frattempo ero ritornato con moglie a Skinaria per altri momenti magici mattutini). Iliomanolis sta al termine di una gola che ricorda un po' la Val Roia. Cucina di monte, anche se il mare è poco distante, là sotto.

Il menù non arriva, arriva invece l'invito del marito e genero delle titolari "prego, seguitemi in cucina". La figlia illustra le varie pietanze scoperchiando le pentole, la madre Maria traffica, spadella, sposta, risponde alle nostre domande con il filtro dall'inglese di sua figlia. La nipote è l'altra cameriera, si chiama Eleni, come avrebbe potuto chiamarsi Blanca. 


 
Questo posto ha un’anima, un’identità ben definita ed originale che si mantiene, ma al contempo le Signore si sono adeguate ai tempi (vedi la padronanza dell’inglese di due delle tre generazioni che gestiscono il locale). 12 euro a testa, dolci compresi. Poi siesta sui divani, nell'area del salone preferita dai pastori, tutti indistintamente vestiti di magliette o canottiere nere, suv neri o motociclette nere, e pancia sporgente.

Prima di uscire vado a salutare Maria, che mi ricorda un pò Serena, le mando un bacio e via.

Come sarebbe piaciuto questo posto al mio amico Ciaz

1 commento:

Tizia ha detto...

Temevo che leggere le parole scritte da te, caro Marcello, avrebbe potuto farmi male e, e così è stato. Ma è un star male che fa bene, perché qualsiasi cosa faccia rivivere, credo in tutti voi, come avviene in me, anche per una sola frazione di secondo il nostro Ciaz è un regalo.
Ci hai azzeccato in pieno Marcello, quell'angolo sarebbe piaciuto molto ad Andrea e non escluderei che Serena si mettesse presto per strada alla volta di Creta, non ci sarebbe nulla da stupirsi...