domenica 13 marzo 2011

APOCALYPSE (IS) NOW




Una galleria di immagini di grande formato.
Impressionanti.
Dal sito del Boston Globe.
Per vederle tutte clicca QUI

martedì 8 marzo 2011

STORIE DI ORDINARIO EROISMO FAMIGLIARE

Mia figlia dal nome corto ad una manifestazione.
Sei mesi ed è già una radical chic...

AMBIENTAZIONE
La scena si svolge nella sala della famiglia Galetti Jourdan, in una serata di ordinaria follia domestica intrafamigliare, con due famiglie dotate di bambini (cinque in tutto). Il compagno Albis ha definito "Eroica" la decisione di ospitare a cena in settimana una famiglia con tre bambini medio piccoli.
IL CONTESTO
Il precena si è surriscaldato a seguito della decisione di mettere "musica da ballo", utilizzando un noto canale internet sul quale guardare video. Vanno per la maggiore brani che spaziano da Santana ai cartoni animati. Bambini che ballano in canottiera, mia figlia dal nome corto che guarda attonita dalla sdraietta, io chiuso in cucina, sordo a ogni richiamo. La cena fila via senza l'uso della forza da parte delle autorità preposte.
IL DOPO CENA
Al termine della cena i bambini giocano a devastare la sala, i grandi chiacchierano. Si avvicina l'ora della nanna. Intorno al divano pare che sia caduto un 747, quasi non si vede il pavimento. Dal popolo giunge la proposta "mettiamo ancora un pò di musica, poi si va a dormire".
Con il solito spirito provocatore che lo caratterizza, il Signor EmmeGi si avvicina al computer e ignorando ogni richiesta infantile ("voio anna dai papelli rossi!" "voio la peppina fa il cafè!" "voio santana, oie como va!") mette su l'inno nazionale dell'unione sovietica.
Ululati di protesta. Non solo dai bambini. Il Signor EmmeGi se ne fotte e lascia che il brano termini.
E ONDEGGIO' COME UN BIRILLO
Siamo in fase di smobilitazione. Mia figlia dal nome medio corto è stanca e sovraeccitata, quindi giustamente al momento di mettere in ordine perde la testa; piange e scalcia come un mulo posseduto dal demonio; con un pò di fatica riesco a calmarla. Ma la sua collega, bambina A. A. distesa sui resti del divano, non ne vuole sapere di vestirsi, il compagno Albis la minaccia. Per una frazione di secondo le teste delle due bambine sono vicine. Troppo vicine.
In un attimo fatale il compagno Albis dà un "patun" (parola piemontese che indica un buffetto, molto meno di uno schiaffo) sul sedere della sua bambina, che parte in avanti come un siluro. Sono pochi centimetri di spostamento, sufficienti però ad abbattere mia figlia che, colpita alla testa dalla testa della sua collega piccina, barcolla come un birillo del bowling. Il suo equilibrio psico fisico, ancora labile dopo la crisi isterica appena finita, va a farsi fottere e la bambina spalanca la bocca urlando e zampillando lacrime come nei cartoni animati.
La serata termina con serenità.

lunedì 7 marzo 2011

PER LA LIBIA

Una fotogallery di immagini delle proteste contro Gheddafi nel mondo, cliccando QUI

IL MENSILE DI EMERGENCY

Dal 6 aprile in edicola il mensile di Emergency.
Si chiama "E il mensile". Compralo. Sostienilo. Leggilo.

mercoledì 2 marzo 2011

IL FENOMENO SPORTIVO/SOCIOLOGICO?

Dopo l'impresa di sabato, al villaggio la temperatura sta salendo, tornano i giornalisti a descrivere il fenomeno sportivo/sociologico. Vengono fatte miliardi di parole sull'argomento, il popolo, stanco a questo punto dell'inverno, ha un argomento di discussione appassionante. Alcune delle parole dette paiono francamente sparate, qualcuno ha anche il coraggio di scriverle.
QUI l'articolo della stampa di ieri
QUI il video della fantasmagorica vittoria di sabato sera a Renon

martedì 1 marzo 2011

IL NOSTRO (EX?) AMICO GHEDDAFI

"Nei giorni in cui ormai anche il governo italiano ha scaricato il vecchio amico Gheddafi, vale la pena ricordare con quanta premura il ministro La Russa spedì a Tripoli le frecce tricolori, poco più di un anno fa, per festeggiare il patto d'amicizia col dittatore libico. E vale la pena ricordare con quanto ardore il ministro Maroni abbia difeso i respingimenti in Libia, già a suo tempo negoziati dal governo Prodi e dal ministro Amato e in seguito difesi a spada tratta dai vari Fassino e Chiamparino... Facile oggi scaricare il regime di Gheddafi come criminale. Ma negli annali di storia resterà traccia della politica dei governi passati. Questo blog denuncia da ormai quattro anni i crimini della polizia di Gheddafi commessi sulla pelle dei tanti viaggiatori che dalle sabbie del Sahara raggiungevano la Libia per poi proseguire via mare verso Lampedusa. Arrestati, vessati e torturati dagli uomini del regime che l'Italia aveva promosso a fidati cani da guardia del cortile europeo. Non abbiamo avuto molto ascolto in questi anni. Adesso che tutti i riflettori sono puntati su Tripoli, proviamo a rilanciare quelle notizie. Di seguito trovate TUTTE LE NOSTRE PUBBLICAZIONI SULLA LIBIA Il primo rapporto del 2007, il viaggio a Tripoli nel 2008, l'audiodocumentario di Herzog, il film "Come un uomo sulla terra", le telefonate nei campi di detenzione, tutte le inchieste fatte al tempo dei respingimenti e la campagna "Io non respingo". Aiutateci a diffonderle in rete. E che nessuno dei nostri politici adesso giochi al nonlosapevo. "
(Dal sito www.fortresseurope.blogspot.com)

Quello che vedete nella foto è un camion sul quale è montato un contanier per il trasporto dei migranti catturati per noi dai libici. Nella storia non troppo lontana qualcun altro era solito trasportare le persone così, come bestie. Ricordate?

domenica 27 febbraio 2011

LA FIGATA DI POTER DIRE: "IO C'ERO"


Renon, 26 febbraio 2011, ore 23 e qualche minuto (foto www.zaccone.bz)

giovedì 24 febbraio 2011

CRONACHE DA UN ALTRO MONDO

Qualcuno mi ha rubato la password, è entrato nel mio blog e sta scrivendo da un'altra dimensione, nella quale la squadra del villaggio stasera avrebbe battuto senza grandi problemi (obiettivamente, al di là della sofferenza del tifoso che non guarda la partita con la testa, ma con la pancia) la corazzata Renon, che fino a una settimana fa ci aveva battuto 17 volte su 18.
In quell'altra dimensione, la squadra del villaggio sarebbe quindi in vantaggio per 3 a 1 nella serie dei play off. Da non crederci. Infatti non ci credo.

In questa foto il capo della curva dei bambini, che di mestiere fa il pizzaiolo, questa sera (assatanato come mai prima) accusava un fastidioso prurito al gomito, che lo ha ripetutamente portato ad alzarsi di botto ed a grattarsi furiosamente la parte interessata dal prurito.
Dice che il prurito glielo aveva causato un certo Bruno...

Vi abbraccio, perchè dividiamo la stessa acqua...


"Sono molto contenta perchè adesso sono libera di non appendere la foto di Ben Ali nel mio ristorante, sono contenta che posso dire quello che penso, che posso parlare di politica senza paura; sono contenta di non dovere dare "la mancia" al poliziotto; siamo liberi, Cello, siamo liberi, siamo come voi possiamo lavorare nel nostro paese e guadagnare bene senza dovere emigrare, grazie alla rivolta possiamo diventare come voi; grazie a quelli che hanno perso la loro vita per noi, per essere liberi; ecco cosa penso de la rivolisione, spero che tutti i tunisini capiscano il loro dovere per il bene di un Tunisia liberrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrra. Ti abbraccio"

Anch'io vi abbraccio.

mercoledì 23 febbraio 2011

"La rivolta è bella, ma..."

Gruppo di donne del villaggio, Tunisia maggio 2009
"Ciao Cello, la rivolta è bella, speriamo che arrivi una cosa bella per il mondo arabo. Ma succedono ancora cose brutte, ci sono delinquenti che approffittano della situazione. Ieri un tipo ha fatto il pieno al distributore di mio fratello, poi è scappato. Mio fratello lo ha inseguito, c'è stata una lotta tra loro, alla fine il tipo è stato legato ed arrestato. Ma mio fratello ha il braccio rotto".

FOTOGRAFI A TOBRUK, LIBIA

Due fotografi del New York Times sono entrati in Libia, ecco alcune foto dalla città di Tobruk:
http://lens.blogs.nytimes.com/2011/02/22/messages-from-libya/?smid=tw-nytimes&seid=auto

lunedì 21 febbraio 2011

MENTRE LA STORIA CI PASSA DAVANTI

Sulla riva sud del Mediterraneo sta passando la storia. Mi permetto di segnalare una fonte di informazioni competente, indipendente e preparata: www.fortresseurope.blogspot.com, di Gabriele Del Grande.
Lo intervistarono un paio di anni fa quando la trasmissione di Rai Tre "presa diretta" fece una puntata sui respingimenti degli immigrati in mare (clicca QUI pere vedere un bel fotoreportage su come i nostri finanzieri riportarono alcuni immigrati in lacrime a Tripoli).
Lo hanno intervistato stasera a Caterpillar, parlava da Lampedusa.
Lì davanti sta passando la storia.

(Nella foto di qualche giorno fa, la festa di matrimonio di Montassar, nostro amico a Oum Dhouil, Tunisia, dove la vita va avanti. La foto è della Signora Jeanne)

MASSIMO RISPETTO

Nel marzo del 2006 a Torino si tennero le paralimpiadi. Andai a vedere una partita dell'Italia di sledge hockey, perchè il capitano della nazionale era (soprattutto è) un amico. La partita era Italia - Norvegia, loro i brasiliani dello sledge hockey. Ricordo che a fine partita un giocatore norvegese si mise in mezzo alla pista, prese un microfono e, davanti a tutti, chiese alla fidanzata di sposarlo. Molto romantico, le femmine piangevano tutte, i maschi piangevano dentro.
La partita, quella, non fu romantica. Fu un massacro, mi pare 9 a 0 per loro.
Ieri sera la nostra nazionale italiana ha vinto i campionati europei. In 5 anni un'evoluzione straordinaria. In semifinale i nostri hanno fatto fuori ... proprio la Norvegia!
E il gol della vittoria lo ha fatto il capitano, sempre lo stesso, sempre mio amico.
Massimo rispetto.

domenica 20 febbraio 2011

GITA DI LUNA PIENA

La sera di venerdì era notte di luna piena. Sono andato con Andrea sul Monte Servin, sopra la Vaccera, (Angrogna, Val Pellice). C'era quasi da vergognarsi a godere così. Un panorama spettacoloso, a mezz'ora di macchina da casa, più 40 minuti di cammino. Figata!
(Le foto panoramiche si ingrandiscono se ci clicchi sopra.)

Dalla sommità. Partendo da destra la vista spazia dalla bassa Val Pellice, la pianura cunesse, Saluzzo, Savigliano, una stazione sciistica (Artesina? Prato Nevoso), Villafranca e Moretta, Pinerolo, Torino (Si vedeva benissimo Superga) e Villar Perosa all'estrema sinistra.
Particolare.
Cello flash
Cello "nature"
Andrea
In primo piano il colle Laz Arà. Lassù sulla montagna in mezzo al nulla, la luce del Rifugio Selleries.
Da Pinerolo a Torino.
La Val d'Angrogna. Il Monte Vandalino.
Discesa.
Versa casa, la traccia. Ma è più figo in neve fresca!