martedì 22 marzo 2011

IL PACIFISMO E' UN LUSSO?

...la domanda della gente è una sola: “E se fossero entrati a Benghazi?”. Sì perché erano questi i rinforzi destinati a stanare “i ratti” della rivoluzione, “casa per casa”, “vicolo per vicolo”, “senza pietà”, come gridava da giorni infuriato in televisione il colonnello Gheddafi. A sfondare le inconsistenti linee difensive dei ragazzi ci avevano provato già sabato scorso. Una battaglia urbana devastante, durata tutta la mattina e costata la vita a almeno 94 ragazzi dell'armata popolare...
"Mentre pubblico questi pezzi, in Italia si manifesta contro la guerra in Libia, nel nome della cultura della pace. Non prendetemi per un interventista, perché non lo sono, ma il mio lavoro è raccontare quello che vedo, anche quando è diverso da quello che vorrei vedere. E la piazza di Benghazi usa parole diverse da quelle dei pacifisti italiani. Dove stia la verità non lo so. E probabilmente sono troppo vicino ai morti di Benghazi per saperlo. Ma ascoltare questa piazza credo serva a tutti, anche a chi ritiene inamovibili le proprie posizioni. Chiediamoci seriamente cosa possiamo fare, al di là del no alla guerra. Ieri a Misratah, con la città sotto assedio, la popolazione è scesa in piazza per una manifestazione. Gli hanno sparato addosso i miliziani di Gheddafi. Quaranta morti, 180 feriti e una città allo stremo, senza acqua e elettricità da una settimana. Di nuovo, chiediamoci seriamente cosa possiamo fare in queste ore. Lo dobbiamo al coraggio di questa gente."

Clicca QUI per leggere tutto il reportage di oggi da Bengasi di Gabriele Del Grande, che cura il sito www.fortresseurope.blogspot.com, e leggete anche cosa scriveva nei giorni scorsi, sempre dalla Libia.
Forse la cosa da fare, prima di guardare le cose attraverso le nostre idee preconcette, sarebbe provare a "mettersi nei panni di", in questo caso nei panni di chi sotto Gheddafi ci ha vissuto in questi anni, e oggi vede una possibilità di cambiamento. Forse...

Nessun commento: