La settimana scorsa è stato aperto a Torino il primo negozio che vende solo prodotti sfusi ed alla spina, niente imballaggi. E' in via Napione 37. Il link per leggere l'articolo che ne parla è qui:
blogeko.libero.it/2009/inaugurato-a-torino-il-primo-negozio-leggero-vende-solo-prodotti-sfusi-e-alla-spina/
Alè!
"PAPA', TU SEI COME LA MOZZARELLA DI BUFALA: DA FUORI SEMBRI UN PO' DURO, MA DENTRO SEI MORBIDO". Una figlia dal nome corto.
sabato 25 aprile 2009
domenica 19 aprile 2009
MONSU TURINA E LA FIABA
"Accade che un giorno il diavolo Belzebù decide di giocare un tiro agli uomini. Così, per ridere un pò. Ma non gli viene in mente nulla di davvero divertente. Allora batte tre volte le mani, e sulla porta appare un diavoletto minuscolo, con gli occhi come due fagioli neri, e la coda lunga tre volte la sua altezza. Il diavolo Belzebù gli spiega che vuole fare uno scherzo agli uomini. Dice : "qualcosa di davvero crudele". E il diavolo con gli occhi come fagioli neri risponde: "fai così, invita gli uomini più poveri del mondo, quelli che non hanno proprio nulla da mangiare, a un banchetto". Il diavolo Belzebù ruggisce: "Io voglio farmi beffe di loro e tu mi suggerisci di invitarli a un banchetto?" Il diavoletto alza una mano: "Lasciami finire. Li inviteremo a pranzo. Imbandiremo la tavola con ogni ghiottoneria. Ma per mangiare daremo loro soltanto cucchiai e forchette lunghi come un forcone. Sarà uno spasso quando cominceranno a maneggiare quelle posate. Si troveranno di fronte a una tavola che non osavano sognare nemmeno a occhi ciusi, e non riusciranno a mettere in bocca un solo boccone". Era un gran bastardo, quel diavoletto.Tutto avviene come progettato. La sala ribolle di rabbia e saliva, del rumore inutile delle posate. Immagina. Essere affamato. Avere davanti agli occhi ogni ben di dio. E non riuscire a infilare in bocca nemmeno un boccone.
Alla fine entrano Pakala e Tandala. Danno un'occhiata alla tavolata e domandano: "Brava gente, che fate?" Risposta: "Cerchiamo di mangiare". Domanda: "E perchè non riuscite?". Risposta: " Non lo vedete, sciocchi? Con queste posate?". Pakala e Tandala si scrutano inarcando le sopracciglia, poi rispondono: "Sciocchi sarete voi! State a vedere". Si siedono l'uno di fronte all'altro e cominciano a mangiare. Pakala allunga il cucchiaio attraverso la tavola e dà da mangiare a Tandala, e Tandala fa lo stesso con Pakala. Gli altri li imitano e, boccone dopo boccone, si mangiano tutto.
Il diavolo Belzebù, furente, insegue il diavolo piccolo, quello con gli occhi come fagioli neri, e lo prende a bastonate per tutte le caverne dell'inferno.
Quando gli uomini si alzano dal banchetto, del cibo rimangono solo briciole."
Oggi ho letto un libro. Tutto di un fiato. Si chiama "Per il resto del viaggio ho sparato agli indiani". La fiaba sta sul libro. Lo ha scritto un educatore di Torino. Si chiama Fabio Geda. Il libro è bellissimo.
Il titolo della foto in alto è: "Monsu Turina sotto la pioggia. Bibiana, sabato 18 aprile 2009". Cosa ci azzecca con la fiaba? Niente. Perchè, deve azzeccarci per forza qualcosa?
giovedì 16 aprile 2009
I PAZZI VANNO CONTENTI, AL GUINZAGLIO DELLA PAZZIA

Il manicomio centrale di Riga, capitale della Lettonia, è lieto di presentare la sua innovativa tecnica di riabilitazione psichiatrica del paziente affetto da sindrome ossessiva, il quale viene sottoposto ripetutamente ad esposizione all'oggetto della sua ossessione. I poveretti che vedete raffigurati nelle foto sono vittime di ossessione da hockey su ghiaccio; ebbene, il manicomio lettone li sta sottoponendo ad un intenso programma che prevede l'obbligo di seguire ogni tipo di partita di hockey, financo le più inutili, sperando di suscitare in loro un rigetto totale. In questi giorni i tre mattacchioni sono visibili allo stadio del ghiaccio di Torre Pellice, dove sono in svolgimento i campionati mondiali di IIa divisione di hockey su ghiaccio femminile (praticamente in ogni altro luogo d'Italia se me fotterebbero altamente di una simile competizione...). Obiettivo della terapia è il reinserimento nella società dei tre pazienti ed il loro rientro alle rispettabili occupazioni di ognuno (medico, geometra, infermiere).Particolarmente lungo appare il recupero dell'uomo che vedete raffigurato nela prima fotografia, quello con la trombetta in bocca...
C'ERA UNA VOLTA IL GRIDO: "ROMA LADRONA!"

C'era una volta un partito che aveva fatto della lotta agli sprechi dello stato la sua bandiera. Il grido "Roma ladrona!" ne era il simbolo.
Da anni ormai quel partito si distingue solo per l'istigazione all'odio razziale, e secondo me dovrebbe essere sciolto per tale motivo.
C'era la possibilità di accorpare un referendum sul sistema elettorale alle prossime elezioni di giugno, con un risparmio di alcune centinaia di milioni di euro; avrebbero potuto usarli per aiutare i tanti operai (molti dei quali padani) che stanno perdendo - e che perderanno - il lavoro. Ma a questo probabilmente i ragazzi di Umberto non hanno pensato.
Avranno pensato che quei soldi li avrebbero potuti usare per aiutare la gente che si è vista distruggere la vita dal terremoto.
Quindi, coerentemente con il loro razzismo, devono avere pensato: "Chissenefrega, quelli sono solo terroni..."
giovedì 9 aprile 2009
A PROPOSITO DI BANDITI...
"Signor ministro, come lei sa, è dal 2001 che il settore delle norme tecniche per le costruzioni antisismiche è di fatto in regime di proroga""Una furbata. Che, certo, non avrebbe potuto impedire la catastrofe abruzzese. Eppure cruciale nell'illuminare la catena di "furbate" e inerzie che per lustri hanno accompagnato la nostra edilizia civile e nello spiegare perché, all'Aquila, se ne sono venuti giù come castelli di carta edifici con non più di 25-30 anni di vita."
Sono alcuni estratti di questo articolo, che consiglio di leggere.
A proposito di banditi...
mercoledì 8 aprile 2009
IMBECILLI O CRIMINALI /1
28 anni per costruirlo.11 miliardi doveva costare.
180 miliardi è costato.
9 anni è durato.
Poi è venuto giù, nonostante fosse stato inaugurato nel 2000.
Era l'ospedale dell'Aquila.
Chi lo ha costruito?!
Leggete questo articolo.
sabato 28 marzo 2009
LA FOTO CHE NON AVREI VOLUTO VEDERE...
In ogni caso non sarebbe stato come due anni fa.
Le code per i biglietti alle 6 del mattino, lo stadio di Torre sempre strapieno, con più spettatori di Milano campione d'Italia, gli articoli dei giornali nazionali che parlavano di "un fenomeno", sconfinando nella sociologia: la squadra era arrivata in finale, oltre ogni pronostico; il suo presidente moriva nel momento di massima popolarità, sembrava una tragedia greca.
Il villaggio sentiva che stava vivendo una stagione speciale.
E allora adesso che, per il terzo anno di seguito, è andata male, buttatevi negli orti che è arrivata la primavera, 'fanculo alla malasorte!
E forza Valpe.
Il Vipiteno campione. Onore al merito.
Le code per i biglietti alle 6 del mattino, lo stadio di Torre sempre strapieno, con più spettatori di Milano campione d'Italia, gli articoli dei giornali nazionali che parlavano di "un fenomeno", sconfinando nella sociologia: la squadra era arrivata in finale, oltre ogni pronostico; il suo presidente moriva nel momento di massima popolarità, sembrava una tragedia greca.
Il villaggio sentiva che stava vivendo una stagione speciale.
E allora adesso che, per il terzo anno di seguito, è andata male, buttatevi negli orti che è arrivata la primavera, 'fanculo alla malasorte!
E forza Valpe.
Il Vipiteno campione. Onore al merito.
lunedì 23 marzo 2009
venerdì 20 marzo 2009
MERDA SENZA PUZZA O PUZZA SENZA MERDA?


Quelle che vedete sono foto dei cessi dei giardinetti di Torre Pellice. Sono a circa 50 metri dal comune. Sono nuovi, completamente piastrellati, con l'attacco per una pompa da usare per una pulizia. Che è solo ipotetica.
Sono un pò come l'attuale politica italiana. Potete scegliere tra il cesso numero 1, dove c'è una merda enorme (si vede bene sulla sinistra) ma non c'è puzza; se vi disgusta potete rivolgervi al cesso numero 2, dove ci sono solo tracce di merda, ma la puzza è insopportabile.
domenica 15 marzo 2009
STORIE DI CLIC
Ieri mattina alle 6 e un quarto ero nel bosco. Ho trovato un grosso buco e mi ci sono accovacciato. Dopo un pò l'ho visto; accovacciato anche lui, ad una trentina di metri da me. Ogni tanto ci guardavamo, da lontano. Ad un certo punto mi sono rotto, sono uscito dal mio buco ed ho cominciato ad avvicinarmi, nascosto da un lungo muretto. Lui mi ha sentito, ma non mi vedeva; quando gli sono arrivato sotto ho alzato la testa e lui era lì, dritto, che mi cercava con lo sguardo. Clic!
Stamattina alle 6 e mezza ero di nuovo nel mio buco, aspettando un capriolo che non sarebbe venuto. Improvvisamente ho sentito un rumore sopra la mia testa. Era uno scoiattolo. Velocissimo, saltava da un ramo ad un altro, da un albero sull'albero accanto; non riuscivo a stargli dietro. Poi si è fermato, per un brevissimo istante.
Clic!
venerdì 13 marzo 2009
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