
Per vedere alcune foto di Blanca a Milos puoi cliccare QUI, ciao.
"PAPA', TU SEI COME LA MOZZARELLA DI BUFALA: DA FUORI SEMBRI UN PO' DURO, MA DENTRO SEI MORBIDO". Una figlia dal nome corto.
Tramonto dall'isola di Milos, luglio 2009andò a casa a prendere il fucile, poi uscì in cortile ed iniziò a sparare in aria, così “per vedere l’effetto che fa”. Era un bel bambino, S. Poi diventò un bel ragazzino, e poi ancora un bel ragazzo. Oggi quindi è un bell’uomo di 25 anni, fa il tassista ad Oum Dhouil e dintorni, ed ha una bella moglie; Che picchia regolarmente. Recentemente le ha fatto perdere un bambino…
Fra gli altri tre, B. nel 1992 era il più tranquillo. Un bel bimbo ricciolino. Negli altri viaggi non me lo ricordo bene. Fino al 2007. La famiglia aveva allargato di molto le proprie attività. La vecchia casa non esisteva più (che botta la prima volta che siamo andati giù dopo che l‘avevano abbattuta…), e B. lavorava per Nabil come aiuto al distributore di benzina; tutti in famiglia ne parlavano bene, era proprio un ragazzo serio, che aveva mantenuto la timidezza di quando era un bambino, quindici anni prima. Poi l’anno scorso, una sera la nostra amica ci telefona, sconvolta. Avevano appena scoperto che B. aveva fottuto migliaia di dinari dalla cassa del distributore. Si vocifera che già da qualche mese Nabil fosse stato avvertito da un ragazzo del villaggio, “stai attento, guarda che B. ti sta rubando dei soldi”, ma lui non aveva potuto credere che suo cugino gli stesse facendo una cosa così. Poi, qualche giorno prima che ci arrivasse la telefonata, Nabil aveva notato dai registri un numero cambiato. Allora si era messo a controllare, una notte intera, andando indietro di 6/7 mesi. Mancavano l’equivalente di 9.000 euri. Durante i mesi precedenti B. si era comprato una macchina ed aveva iniziato i lavori per costruirsi una casa. Oum (mamma) Habiba ha impedito al figlio Nabil di denunciare il suo giovane ed intraprendente cugino, che si sarebbe fatto qualche anno di galera. Nel frattempo è stato restituito ¼ della cifra sottratta. Poco lontano dal distributore lo scheletro della casa di B. giace abbandonato.
Il fratello di B., che si chiama N., nel 1992 viveva praticamente in casa di Monia; un bellissimo bambino, sempre sorridente. Lui e la bimba A. erano una bellissima coppia, superfotografata dal sottoscritto. Di quell’anno rispetto a lui ricordo di un viaggio con la nostra in macchina verso l’interno, si andò a trovare certi parenti. N., che venne con noi, patì il viaggio ed arrivo a destinazione seminudo perché i sui vestiti si sporcarono. Ad ogni sosta vomitevole sua zia Monia gli toglieva un pezzo. Alla fine restò in mutande. Lo ricordo bene anche nel viaggio del ’96, perché alla festa del matrimonio di Nabil lui era un ballerino favoloso. Nel
L’ultima era A., l’unica bimba della foto, la mia preferita, il mio amore da sempre e per sempre. Una bambina bellissima, alla quale nel ’92 feci migliaia di miliardi di foto. Aveva due occhi spettacolari, le ciglia tanto lunghe da sembrare finte. Anche lei viveva praticamente in casa, ed era sempre intorno a noi. Un casino sveglia, vitale, anche un po’ maschiaccio. Fino al viaggio del ’97 fu abbastanza piccola per giocare con un maschio adulto, cioè con me. Dal ’99 in poi non fu più possibile, aveva ormai 13 anni. Quest’anno è venuta a salutarci il secondo giorno. E’ una (ovviamente bellissima) ragazza di 23 anni, che sa di essere bella, eccome se lo sa… Gentile, forse un po’ timida, lontana. Le ho detto “Mademoiselle, que vous etes belle…!”, lei ha riso, ci siamo scambiati i due baci che al villaggio tutti ci danno, poi lei ha fatto due passi indietro, ritornando alla distanza di sicurezza. Abbiamo scambiato qualche battuta e se ne è andata.
Se c’è un paradiso, lì la ritroverò…
FINE.



Dopo una giornata così così, questa sera un cielo meraviglioso sopra la mia testa, sopra la valle, sopra di voi. Per vedere una selezione delle foto puoi cliccare QUI. Ciao
Ieri pomeriggio, a Torre Pellice, ho assistito alla presentazione del bellissimo libro di foto "Omaggio al Monviso" di Guillaume Vallot. Mi ha fatto venire una voglia pazzesca di montagna. E ho messo insieme qualche foto fatta in questi anni al "Drago", una montagna che per me è qualcosa di speciale per molti motivi, uno tra i quali l'esserci salito esattamente 20 anni dalla morte di mio padre, lasciando lassù una foto di noi due. Le foto potete vederle QUI, naturalmente non valgono un decimo di quelle di Guillaume Vallot...


La sua è una storia particolare, ma certo non unica al villaggio. Lei ha sposato un uomo per amore, ma contro il volere di suo padre. Da allora può andare a trovare sua madre solo di nascosto, quando il padre non è a casa. Ora dice che la malattia della sua bimba, che ha il diabete, "è il castigo di Dio per essermi sposata contro il volere di mio padre...".
Ad un certo punto, quando già stavano per sgorgare lacrime, degli uni e degli altri, il clima è stato rasserenato dalla comparsa di un tipo, probabilmente un parente, con un look veramente spettacolo; praticamente la quintessenzadellatamarritudine. E' stata una ventata di freschezza ed ilarità. Grandioso...
Quando stavamo per andare via, lei ci ha rimproverato perchè "venite sempre a trovarmi quando state per partire...". Le ho risposto che le visite più importanti le teniamo per la fine, così ci restano più a lungo nel cuore.
E così giù lacrime, degli uni e degli altri...
Ci siamo noi 5, ci sono loro tanti, c'è la famiglia di Monia, ci sono i bambini che giocano, ci sono le donne ad una festa. Persone, senza aggettivi. Per vedere tutte le foto clicca QUI. Ciao.


E pensare che noi non siamo riusciti a fare praticamente niente per suo figlio. Però ce lo ricordiamo bene; un omone dall'aspetto che intimorisce, ma buono come il pane; ogni volta che tornava a casa portava qualcosa per Blanca: un succo di frutta, una banana, cose così, piccole; e voleva sempre prenderla in braccio, farsi fotografare con lei.
Ci hanno fatto sedere sui tappeti, abbiamo salutato il papà di M., che è malato e per tutto il tempo è stato disteso sul suo materasso.
e mi sono sbizzarrito con gli scatti; ad un certo punto erano tutte lì vicino a me, per vedere nello schermo le foto fatte . Di colpo ho girato la macchina foto e le ho prese tutte insieme da sopra, con i loro sorrisi.
Quando siamo andati via la mamma ha continuato a parlarci, abbracciarci e benedirci.

