
Gianluca e Alessandro vivono a Joao Pessoa (sulla punta est del Brasile). Sono mio cuggino e mio cuggino piccolino. Eccoli qua.
"PAPA', TU SEI COME LA MOZZARELLA DI BUFALA: DA FUORI SEMBRI UN PO' DURO, MA DENTRO SEI MORBIDO". Una figlia dal nome corto.
foto tratta da www.flickr.com
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L'esercito israeliano confisca scuole e orfanotrofi dell'Islamic Charity Movement, organizzazione del tutto distinta da Hamas. Ora seimila minori disagiati, molti orfani, vivono in attesa dello sgombero. (da www.peacereporter.net)
Unicredit, Deutsche Bank e Intesa San Paolo: sono le prime tre banche nella classifica dei 10 istituti di credito più coinvolti nel 2007 nell'export di armi. Secondo la relazione annuale dell'Unità per le Autorizzazioni dei Materiali di Armamento del ministero degli Esteri (Uama) alla Presidenza del consiglio, le banche italiane l'anno scorso hanno fatto da intermediarie per un giro d'affari di 1 miliardo e 224 milioni di euro. Sui conti bancari di Unicredit sono transitati più di 183milioni di euro (pari al 14,96%) degli export autorizzati (in base alle legge 185 del 1990) dal Governo italiano alle imprese che producono armi. Dalla Deutsche Bank sono passati 173milioni di euro (14,20%) e da Intesa San Paolo oltre 144 milioni (11,81%). Le altre banche armate sono: Citibank (84 milioni di euro, 6,86%), Banca Nazionale del Lavoro (63milioni, 5,21%), Abc International (58milioni, 4,74%), Cassa di Risparmio di Bologna (53 milioni, 4,38%), Bnp Paribas (48 milioni, 3,95%), Hsbc Bank (27milioni, 2,22%) e Commerz Bank (26milioni, 2,20%). Dalla relazione dell'Uama alla Presidenza del Consiglio emerge anche che fra i paesi, non Nato, in cui le aziende italiane hanno esportato più armi figurano Pakistan (471milioni di euro), Malaysia (119milioni di euro), Iraq (84milioni), Arabia Saudita (65milioni) e Libia (56milioni). Nel 2007 l'export italiano di armi è stato pari a 2 miliardi e 369 milioni di euro (nel 2006 era pari a 2 miliardi e 192mila euro): solo il 53,3% verso paesi della Nato e dell'Unione europea. La relazione completa è sul sito www.governo.it/presidenza/ucpmaAndiamo da Simona da un paio di anni. L’abbiamo scoperta per caso, due amici abitano lì vicino ed un giorno siamo andati insieme a prendere il latte da lei. E non abbiamo più smesso. E’ fresco, stracontrollato, costa 1 euro al litro (quello dell’Abit o del tappo rosso almeno 1,40 o forse di più, non lo so perché non lo compriamo più). Ci portiamo la bottiglia e quindi non c’è spazzatura prodotta. Nessun camion ha portato il latte dal produttore alla centrale, nessun camion ha portato il tetrapak dalla fabbrica alla centrale, nessun camion ha portato il latte dalla centrale al supermercato, nessun camion ha portato il tetrapak vuoto alla discarica. E Simona ha venduto il latte al triplo di quello che le dà la centrale.
Ma Simona è andata a scuola, ed ha imparato a fare le mozzarelle. Buonissime. E siccome noi da anni la pizza ce la facciamo a casa … E siccome d’estate una delle cose più buone è pomodoro (nostro) e mozzarella… Niente più mozzarelle del supermercato. Niente più sacchetti, perché ci portiamo il tupper da casa. Niente più camion che vanno da qui a lì, ecc., ecc.
Ma Simona non ha imparato solo a fare le mozzarelle. Formaggi freschi e no, Ricotta, Sairas, Toma, Caciotte, Budini.
E Yogurt. L’ultima scoperta. Mi piace un casino. Stessa tiritera di prima. “Burnia” di vetro da casa, lei la riempie. E niente più vasetti in plastica. Niente camion dal sudtirolo, ecc., ecc.
Ma la cosa che mi fa godere di più è il fatto che da Simona si va sempre con Blanca. Da sempre, anzi da prima ancora. L’hanno vista arrivare, crescere, adesso camminare e correre per il cortile. Ogni volta andiamo a trovare le mucche, è un rito. Le saluta, sta lì a guardarle, le imita, se potesse andrebbe loro ancora più vicino. Poi dice loro “Ciao, ciao” e andiamo via. E così Blanca non ha nessuna paura delle mucche e degli altri animali, sono una cosa normale per lei. E quando in altri posti ci sono degli animali, lei va loro incontro tutta contenta.
Questo è il vero valore aggiunto. Non il PIL.

Dove sta Simona? A Luserna San Giovanni, località Saret. Dalla chiesa cattolica di San Giovanni si prende Strada del Saret e si prosegue sempre dritto, fino a quando la strada si biforca, allora si va a destra, la strada sale in un bosco, c’è una curva a destra in salita. La prima Cascina. Si chiama Geymonat. Se vi perdete il telefono è 0121\901752
Il suo latte lo prendete anche al consorzio dei prodotti di valle a Luserna, c’è il distributore a monete. Stesso prezzo. Portatevi la bottiglia.
Ma è più figo andare direttamente dalle mucche…
